Renault cala il bis ai Trophées de l’ArgusNon è solo una questione di numeri, ma di saper leggere i tempi. Durante la 33ª edizione dei prestigiosi Trophées de l’Argus, organizzati dall’omonima e storica testata automobilistica francese, Renault ha fatto bottino pieno. La Renault Clio si è aggiudicata il titolo di “Auto dell’anno 2026”, confermando che la concretezza premia ancora. Ma la festa ai Docks de Paris è stata doppia. Infatti, la nuova Twingo E-Tech Electric è stata eletta “Novità dell’anno”, segnando il punto di svolta per la mobilità urbana elettrica.Clio: il punto di riferimento che non teme confrontiLeader del mercato e punto fermo per i guidatori europei, la Clio ha convinto la giuria di esperti de L’Argus grazie a una ricetta che mescola design rinnovato e costi di gestione (TCO) imbattibili. Il restyling lanciato a fine 2025 ha dato una sterzata decisa al look. Tuttavia, è l’efficienza a fare la differenza. La versione ibrida da 160 CV è un prodigio: consumi di soli 3,9l/100km e un’autonomia che tocca i 900 km.Il segreto del suo successo? Offrire equipaggiamenti da segmento superiore mantenendo un prezzo d’attacco inferiore ai 20.000 euro. Per chi cerca ancora più versatilità, la gamma si arricchirà quest’anno della motorizzazione ECO-G 120. Questa è ideale per chi punta al massimo risparmio senza rinunciare alle prestazioni.Twingo E-Tech: l’elettrico democratico è realtàSe Clio è la certezza, la nuova Twingo è la promessa mantenuta. Con 408 punti, ha staccato la concorrenza di oltre 100 lunghezze, vincendo il premio come miglior novità. Dopo l’entusiasmo per il prototipo del 2024, la city-car è ora ordinabile a partire da 15.870 euro (prezzo riferito al mercato francese). Così, si posiziona come l’elettrica più accessibile della sua categoria.In arrivo nelle concessionarie in primavera, la Twingo E-Tech conserva quel DNA “allegro e modulabile” che l’ha resa un’icona per trent’anni. Renault dimostra così che la transizione energetica può essere inclusiva. Consente infatti a chiunque di “inventarsi la vita che si vuole” con un budget contenuto e zero emissioni.Francesco Ippolito| Da Rumors.it