La mossa di Meloni: dopo il 'repulisti' punta al rilancio dell'agenda di governo

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AGI - Il responsabile organizzativo di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli, lo dice in chiaro. "Meloni non intende vivacchiare, non vuole certo farsi logorare". Al momento non c'è sul tavolo il piano B di puntare alle elezioni anticipate. "Oggi no, ma del domani non c'è certezza...", dice un 'big' di FdI."Giorgia Meloni non intende vivacchiare" Insomma, la tentazione di "rovesciare il tavolo e di provare a forzare la mano" - qualora l'esecutivo dovesse finire nel 'pantano' e quindi diventasse impossibile realizzare il programma di governo - resta solo sullo sfondo, come ammette anche un esponente dell'esecutivo.Il repulisti, la mossa di Meloni post referendum La prima mossa post-referendum - il 'repulisti' cominciato con la capo gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, il sottosegretario al dicastero di via Arenula Andrea Delmastro e oggi la ministra Daniela Santanché - è completato, "ora bisognerà - spiega un'altra fonte - riconnettersi con il Paese e portare avanti l'agenda di fine legislatura".La resistenza della 'Pitonessa'Il nodo più difficile da sciogliere è stato il passo indietro di Santanché. Per tutta la giornata Fratelli d'Italia ha atteso le dimissioni della responsabile del Turismo. Tra voci incontrollate sul motivo della resistenza della 'Pitonessa'."Sta contrattando un ruolo nel partito a Milano e in Lombardia e una sua ricandidatura per la prossima legislatura", i 'boatos' di Montecitorio. Ma è stata la diretta interessata a motivare il ritardo della sua decisione auspicata già ieri dalla premier.La rabbia di Fratelli d'Italia "Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d'animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata dai commenti sul referendum perché non vorrei essere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio - ha scritto in una nota in cui si rivolge direttamente alla presidente del Consiglio -. Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato Delmastro che pure paga un prezzo alto". Ma la rabbia nel partito di via della Scrofa è tanta.Le reazioni alle dimissioni di Santanché"Ha esagerato. Avrebbe dovuto fare un passo indietro subito, non solo per opportunità politica ma anche per riconoscenza", il refrain tra i parlamentari FdI. "Il mio certificato penale è immacolato", ha ricordato Santanché, "ma non ho difficoltà a dire obbedisco" anche "se pago anche il conto di altri"."Ora punterà a fare la vittima", spiega un esponente di spicco di Fratelli d'Italia. Ma intanto la partita della mozione di sfiducia presentata dall'opposizione (e che FdI pensava eventualmente di votare), calendarizzata per la prossima settimana, non si giocherà.Il dossier sulla legge elettorale In ballo ci sono altre partite, in primis quella sulla legge elettorale. "Noi andiamo avanti. Non abbiamo paura di perdere le elezioni, ma Meloni è coerente, vuole stabilità", osserva un dirigente di primo piano di FdI. Certo, i timori che non vada in porto lo 'Stabilicum' c'è, anche per la freddezza degli alleati. FI proverà ad aprire la discussione, ad abbassare il premio di maggioranza e a eliminare il ballottaggio. Nella Lega c'è chi sostiene che occorrerebbe evitare un'ulteriore prova di forza, "non è una riforma che porta consenso", rimarca una fonte del partito di via Bellerio. I vertici leghisti avrebbero comunque dato rassicurazioni a FdI che si andrà avanti ma con modifiche al testo presentato.Meloni non pensa al rimpasto "Noi ascolteremo le proposte del Pd e delle altre forze dell'opposizione, ma non ci tireremo indietro", ripete un altro esponente di primo piano di Fratelli d'Italia. Intanto, dopo il "primo segnale" del post-referendum, si capirà nelle prossime ore come intendono muoversi governo e maggioranza.Un rimpasto non figura in agenda (al posto di Santanché potrebbe arrivare un tecnico (c'è chi parla di Giovanni Malagò e del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca) o la premier potrebbe tenersi l'interim (anche per evitare la possibilità di un passaggio in Parlamento per richiedere la fiducia, dopo il cambio di tre ministri).I nomi in campo Come capo di gabinetto del dicastero di via Arenula gira il nome di Vittorio Corasiniti. "La vera posta in palio sarà l'economia, il problema è che non ci sono soldi ma voglio vedere qual è l'alternativa del centrosinistra, un conto è fare opposizione, un altro è costruire una piattaforma di governo", dice un ministro che in qualche modo lancia la 'sfida': "Da qui alle politiche la partita è ancora lunga...".