Le Poste Italiane sono da sempre facile obiettivo di meme o video ironici sul web. Alzi la mano chi ricorda le gag del duo I soliti idioti dove una – poco – affaccendata impiegata delle poste si volatilizzava a ogni richiesta dell’utente al grido: «Un attimo e sono subito da lei!». Eppure l’umorismo, e insieme a esso un certo fastidio per il malfunzionamento del servizio, non è solo un fenomeno italiano: se provaste a digitare l’hashtag “Posteitaliane” su TikTok rischiereste infatti di incappare in moltissimi video di protesta, molti dei quali di utenti stranieri, molto spesso americani.Le lamentele: dai pacchi non recapitati alla burocrazia @shelb.cano Uh oh she’s complaining again! 🧚🏻‍♀️ Also if this upset you, you clearly work for the Poste- can you tell me where my package is? #americaninitaly #lifeinitaly #posteitaliane ♬ original sound – Shelby ✨ «Oh guarda, eccolo lì che fa finta di lavorare»: comincia così il video di una delle tante TikToker, per lo più americane, che hanno deciso di confessare sui social la loro frustrazione per i disservizi di Poste Italiane. La lamentela più tipica: quella delle mancate consegne. Shelby, americana che vive a Firenze, racconta: «Ogni volta che ordino qualcosa, non arriva mai, viene perso o sparisce nel nulla. Quando provo a contattare gentilmente l’assistenza clienti mi rispondono solo: non lo so». E aggiunge: «A tutti quelli che commenteranno “Se odi l’Italia così tanto, perché non te ne torni al tuo Paese?”: sapete cosa? Potrei farlo presto!». E ancora: «In un mondo perfetto non ordinerei nemmeno una consegna a casa mia perché so che non arriverebbe mai, ma in questo caso mi sto facendo spedire qualcosa». «Chi assume questi c***o di fattorini? E chi li forma professionalmente? Non è difficile chiamare», riferendosi al fatto che i postini non chiamino per avvisare che sono sotto l’abitazione dei destinatari. Chiara, un’italoamericana che vive a Roma si lamenta dell’attesa di 40 minuti, dell’impiegato che non la guarda né la saluta, delle domande insistenti sul contenuto del pacco quando si trattava solo di un braccialetto e dell’invito al suo invito matrimonio: «È un documento legale?» le ha chiesto insistentemente l’impiegato. Non soddisfatto della risposta, secondo l’utente di TikTok, avrebbe chiesto assistenza a un suo collega sulla stessa questione.I (finti) tentativi di consegnaUn’altra utente americana, Juli, racconta in un reel di come abbia aspettato al balcone tutto il giorno il suo pacco, che doveva essere recapitato da Poste Italiane: non sarebbe però mai arrivato. Al suo posto, un messaggio che diceva che il corriere aveva tentato la consegna, ma non aveva trovato nessuno in casa. Sara, americana a Milano, lamenta di essere dovuta andare due volte nella stessa mattinata alle Poste, aspettando 45 minuti: una volta per completare le pratiche relative al suo permesso di soggiorno, l’altra per recuperare un pacco che aspettava «letteralmente da mesi». Aveva ricevuto solo quella mattina un messaggio che diceva che il suo pacco era in attesa da settimane di essere recuperato. «C’erano 5.000 persone e tutte che dicevano parolacce…poi c’era un uomo che ha letteralmente lanciato il suo pacco, urlando all’impiegata e lei gli ha risposto urlando». Poi c’è Liz Liang che in un video ironico dal titolo “Poste in Italia VS Poste in Cina” si domanda: «Qualcuno può spiegarmi perché si fa tutto in posta – da prendere la pensione a ritirare/spedire pacchi, da spedire/ritirare una lettera a pagare le bollette fino a prelevare i soldi – quando in Cina non lo fa più nessuno?». Ma anche la mancata assistenza a Penny quando si è recata in posta per il bollettino per ritirare il kit permesso di soggiorno: «Non ce l’abbiamo. È finito».Gli italiani che litigano con Poste Italiane dall’esteroMa ci sono anche italiani come Lucrezia, che ormai vivono all’estero, per esempio in Francia, e che continuano a litigare anche a distanza con le Poste. Lucrezia si sfoga, sempre su TikTok, in un video dal titolo: «Poste Italiane fate schifo»: l’attacco è al sito incomprensibile che costringe ad andare sempre fisicamente all’ufficio postale. «Una cosa che è semplicissima in Francia, è impossibile in Italia». «Per entrare all’Aci di Ravenna devo usare lo Spid ma è scaduto e si paga: in Francia FransConnect è gratuito. Pago lo Spid ma non funziona perché la mia tessera sanitaria è scaduta…il Consolato Italiano mi dice di andare su Fast.it…vado sul sito è c’è un pdf da scaricare…e il pdf manco esiste!». Anche la TikToker e content creator italo-americana, sempre più conosciuta sul web, WhosthisEVA, mette in guardia gli stranieri che dovessero provare per la prima volta le Poste Italiane, raccontando che le era stato dato un appuntamento alle 17:45 per una consulenza da un impiegato di nome Carlo. Dall’ufficio postale le avevano fatto sapere che le consulenze erano solo la mattina e che Carlo non lavorava più con loro da sei mesi. @eva_calvani Trigger warning🚨🚨🚨 #posteitaliane #italianculture #culturaitaliana #fyp #perte ♬ A Sad Meme – FSL Music La risposta dei postini su TikTokLe lamentele non provengono però solo da una parte, quella degli utenti, ma anche da quella degli addetti ai lavori. Così Chiara, postina che lavora a Firenze, porta sui social la sua professione e ironizza sulle colpe dei destinatari delle sue consegne: «Prima di NON mettere il nome sulla cassetta della posta…pensaci due volte. Potresti NON ricevere più la posta». O Filippo, che nei suoi video ironizza sulla lentezza dei clienti nel rispondere al campanello per ritirare il pacco e documenta la gioia di vedere arrivare qualcuno quando sta per arrendersi al fallimento della consegna, andandosene. @iamnotchiara Scriveteci il nome … #poste #cassettaposte #mailbox #neiperte #foryourpage #fypシ #npt #workinglife #postinoesaurito #postina #hardjob ♬ Before you play with fire do think twice – beattue Perché gli stranieri usano spesso le Poste ItalianeCome riporta il sito ufficiale delle Poste Italiane: «Se provieni da un Paese extra Unione Europea e vuoi soggiornare nel nostro Paese per un periodo superiore a tre mesi, devi presentare domanda di rilascio permesso o carta di soggiorno entro 8 giorni dal tuo ingresso in Italia». La domanda deve essere presentata presso gli uffici postali Sportello Amico o gli uffici immigrazione delle Questure. Essenziale per compilare la domanda è ritirare il kit a banda gialla disponibile in tutti gli uffici postali e compilarlo seguendo le istruzioni al suo interno e la documentazione deve sempre venire depositata allo Sportello Amico.L'articolo Perché tante TikToker americane si stanno lamentando di Poste Italiane proviene da Open.