Malattia di Still, scoperta la molecola che predice decorso e complicanze

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Potrebbe bastare un semplice esame del sangue per aiutare i medici a capire, fin dall’inizio, come evolverà la malattia di Still, rara patologia reumatologica dei bambini. Lo studio condotto dai ricercatori dell’area di Immunologia, reumatologia e malattie infettive del Bambino Gesù ha individuato nell’interleuchina-18 (IL-18), una molecola del sistema immunitario, un indicatore del futuro andamento della malattia. La malattia di StillLa malattia di Still è una patologia rara che colpisce soprattutto i bambini e si manifesta con febbre molto alta, eruzioni cutanee, dolori articolari e infiammazione sistemica. Nel 10-20% dei casi la malattia può provare una complicanza grave, la sindrome di attivazione macrofagica. Si tratta di una reazione infiammatoria che può mettere in pericolo la vita del paziente. La ricercaLo studio – guidato dal dottor Fabrizio De Benedetti e pubblicato su Arthritis & Rheumatology – ha coinvolto 66 bambini con diagnosi di malattia di Still all’esordio, trattati fin dalle prime fasi con farmaci biologici che bloccano l’interleuchina 1. I ricercatori hanno quindi misurato i livelli dell’IL-18 nel sangue al momento della diagnosi e nei mesi successivi all’inizio del trattamento, osservando che valori molto elevati fin dall’esordio sono associati a un maggior rischio di persistenza della malattia e sviluppo di complicanze severe. Un risultato significativo riguarda la misurazione dell’interleuchina-18 a tre mesi dall’inizio della terapia. In questa fase, livelli ancora elevati della molecola sono un segnale affidabile di una futura evoluzione cronica anche nei bambini che sembravano stare meglio dal punto di vista clinico. L’infiammazione può dunque continuare senza dare sintomi evidenti.Indicazioni preziose “Questo studio dimostra che una semplice analisi del sangue all’esordio di malattia può fornire informazioni preziose sulla sua evoluzione”, spiega Matteo Trevisan, pediatra e primo autore del lavoro. “Misurare l’IL-18 ci permette di riconoscere precocemente i bambini che rischiano un decorso più complesso e che potrebbero beneficiare di un trattamento più mirato e di controlli più ravvicinati”. Risultati che confermano l’importanza di intervenire con tempestività nella ‘finestra di opportunità’ della malattia, cioè nella sua fase iniziale, quando le terapie possono davvero cambiarne il decorso e prevenire danni a lungo termine. “L’aspetto più rilevante è che l’IL-18 mantiene un valore predittivo anche quando i sintomi sembrano sotto controllo”, sottolinea Giusi Principe, ricercatrice dell’Unità di ricerca di Immunoreumatologia del Bambino Gesù e ultima firma dello studio. “Integrare questo biomarcatore nella pratica clinica può aiutare a costruire percorsi di cura sempre più personalizzati”. Questo articolo Malattia di Still, scoperta la molecola che predice decorso e complicanze proviene da LaPresse