Come sarebbe la vita senza un sogno? Un sogno da coltivare, un sogno da inseguire, un sogno per cui combattere? Un sogno tanto forte da regalare speranza, desiderio di perseverare e, in una parola, voglia di vivere?Stan, un sogno ce l’ha. Certo, è piuttosto inconsueto, ma del resto chi ha il diritto di mettere bocca sui sogni altrui?Il fatto è che, da quando si ricorda, ha sempre desiderato ritrovare dei fossili; e più sono antichi, meglio è. Certo, all’inizio gli girava la testa a pensare in termini di milioni di anni; con il tempo, però, ci ha fatto l’abitudine.Così, poco più che bambino, ha comunicato che voleva studiare paleontologia al padre, che ha preso la notizia – a dir poco – molto male. Eppure, Stan non ha rinunciato al suo sogno, e tanto ha fatto che è riuscito a diventare professore universitario di paleontologia già da giovanissimo.Però, gli mancava qualcosa. Aveva fatto carriera, certo; ma nessuno conosceva né lui, né il suo lavoro.Poi, improvvisa come un fulmine a ciel sereno, si è presentata la sua grande occasione. Gli è giunta notizia che un misterioso, enorme fossile potrebbe nascondersi in una zona di alta montagna al confine tra la Francia e l’Italia. In un batter d’occhio, Stan organizza una spedizione tra quei ghiacciai, a cui parteciperanno il suo amico e collega Umberto, il suo assistente Peter e la guida Giò.L’impresa sarà molto ardua ma, se troverà quel fossile, Stan potrà dire di aver vissuto, dopo cento milioni di anni, un giorno speciale.Il giorno che aspettava fin dalla notte dei tempi.“Cento milioni di anni e un giorno” è un romanzo di Jean-Baptiste Andrea, uscito in Italia il 27 gennaio 2026.Lo scrittore francese, che in patria si è aggiudicato il prestigiosissimo Prix Goncourt grazie al romanzo “Vegliare su di lei”, è poco conosciuto in Italia. Ed è veramente un peccato, perché i suoi libri sono intensi, struggenti, evocativi e curati in ogni minimo dettaglio.Così è per “Cento milioni di anni e un giorno”, che narra la straordinaria epopea di Stan, un uomo disposto a sfidare la forza stessa della Natura pur di strappare un attimo di Gloria all’Eternità. È un protagonista non del tutto positivo, ma realistico grazie alla perfetta descrizione delle sue emozioni e dei segreti sepolti nel profondo della sua anima. Perfetti anche gli altri personaggi, in particolare quello di Peter, il giovane assistente che, a sua volta, nasconde più di uno scheletro nell’armadio.Incredibile, poi, è il modo con cui Andrea descrive i suggestivi paesaggi di alta montagna e le insidie che in essi si celano; è chiaro che lo scrittore non ha lasciato nulla al caso, ma si è documentato meticolosamente prima di trattare questi argomenti nel romanzo.E immaginando quei ghiacciai, il lettore perde la nozione del tempo e riesce a pensare ad un momento, risalente a milioni di anni fa, in cui l’uomo non esisteva ancora, ma c’era già il mondo che lo avrebbe ospitato. E allora, l’essere umano capisce quanto è piccolo. E anche quanto è grande.“Cento milioni di anni e un giorno”, dunque, è un romanzo assolutamente da non perdere, uno dei migliori gioiellini di uno scrittore tutto da scoprire.Federica Focà