Solo in tre regioni – Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia – il Sì al referendum sulla Giustizia ottiene più voti del No. Nel resto d’Italia sono i contrari a prevalere, anche nelle altre 10 regioni governate dal centrodestra. Tra queste anche la Sicilia dove – a fronte del record negativo di affluenza – il No supera il 60% delle preferenze. Il miglior risultato del No, invece, è segnato dalla Campania con 65,2%. Per quanto riguarda le città, la vittoria del No è molto ampia nei grandi Comuni (anche in quelli con i sindaci di centrodestra) mentre il Sì vince solo nei centri sotto i 10.000 abitanti. È questa una prima analisi dei dati venuti fuori dallo spoglio che ha sancito la bocciatura della riforma costituzionale del governo di Giorgia Meloni.Il Veneto è la regione dove il Sì registra il risultato migliore – oltre il 58,4% delle preferenze – e vince in tutte le province. Segue il Friuli Venezia Giulia dove il Sì chiude davanti con il 54,4%. Infine c’è la Lombardia, dove oltre il 53% degli elettori ha votato a favore della riforma Nordio. Unica eccezione regionale è la provincia di Milano, dove si è imposto il No con 53,7%: nel capoluogo lombardo i voti contrari hanno superato il 58%.Niente da fare, invece, nelle altre 10 regioni governate dal centrodestra. Nella Sicilia del governatore azzurro Renato Schifani il No supera il 60,9%: qui l’affluenza si è fermata al 46%, maglia nera di questa tornata elettorale, ma è stata comunque superiore rispetto alle Europee del 2024 (quando è stata del 38%). Sopra il 60% i voti contro la riforma anche nella Basilicata di Vito Bardi. Anche in Calabria, dove il governatore è il rieletto Roberto Occhiuto, è il No a prevalere con 57% dei voti. Anche nella Liguria di Bucci i contrari sono il 57%. Seguono, sempre con il No in vantaggio, Molise (54,7%), Lazio (54,5%), Marche (53,7%), Piemonte (53,5%), Abruzzo (51,7%), Umbria (51,6%) e Trentino-Alto Adige (50,5%).Nessuna sorpresa, invece, nelle 6 regioni governate dalle forze progressiste: in Campania trionfa il No con il 65,2% dei voti, seguono Sardegna (59,4%), Toscana (58,1%), Emilia–Romagna (che oltre al record di affluenza spinge il No con il 57,2% dei voti) e infine la Puglia (57,1%). Anche in Valle d’Aosta, governata dal partito autonomista Union Valdôtaine, prevale il No con il 51,8%. Caricando... Per quanto riguarda il voto nelle città l’analisi dei risultati mostra che la vittoria del No nei grandi centri è molto ampia, mentre il Sì riesce a vincere solo nei comuni sotto i 10.000 abitanti. Nelle città con oltre 500 mila abitanti il No supera mediamente il 60%. Napoli è la città record dei No. Nel capoluogo campano ha votato contro il referendum oltre il 75%. Sfiora il 70% (68,9%) Palermo città, risultato simile per Bologna dove i no arrivano al 68,1%. A Firenze il no è al 66,57%, a Genova si esprime contro la riforma il 64%, a Milano città il No raggiunge il 58,32% (dove l’eccezione è il Municipio 1 del centro dove vince di misura il Sì). A Torino il no arriva al 64,7% mentre a Roma supera il 60%.Anche nei capoluoghi di regione con amministrazioni di centrodestra vince il No. Oltre a Palermo, anche a Venezia sono più i contrari (55,1%), così come a L’Aquila (52,3%), Trieste (53%, in controtendenza con il totale regionale) e Ancona (61,5%).Il record percentuale dei No tra tutti i Comuni italiani va a Lodine, piccolo centro di 293 abitanti in Sardegna, dove i contrari sono il 91,2%. Record del Sì spetta invece San Procopio, Comune calabrese di 472 abitanti, con oltre il 90%. Al quarto posto di questa classifica c’è un altro comune della Calabria, Platì: nella cittadina dell’Aspromonte nota per l’alto tasso di presenza della ‘ndrangheta i Sì sfiorano il 90%.L'articolo Referendum, il No vince nelle grandi città (anche in quelle di destra): record a Napoli e Palermo. Ecco la mappa del voto proviene da Il Fatto Quotidiano.