AGI - A scrutinio ancora non concluso, con i dati che via via vengono aggiornati dal sito del Viminale ed è ormai certa la vittoria del No al referendum costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati, con un'affluenza elevata, che sfiora il 60%, e una bocciatura della riforma del centrodestra che si attesta oltre il 53 per cento dei voti (contro poco più del 46 per cento di Sì, dato che si inverte nel voto degli italiani all'estero), è la stessa premier Giorgia Meloni a riconoscere la sconfitta del Sì. In un video pubblicato sui social, la presidente del Consiglio mette subito in chiaro: "Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione". Detto questo, la premier ribadisce quanto precisato sin dall'avvio della campagna referendaria, ovvero nessuna ripercussione sul governo. E infatti afferma subito dopo: "Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l'Italia".Per il centrosinistra, al contrario, il voto referendario "è un voto politico" e, quindi, Meloni dovrà trarne le conseguenze. Lo dice senza mezzi termini il leader di Iv, Matteo Renzi, che dopo il referendum sulla sua riforma costituzionale, bocciata dalle urne, si dimise da premier: "La partita ora è tutta nelle mani di Giorgia che, secondo me, non si dimette. Ma da oggi è un'anatra zoppa", "prima o poi inizieranno a dubitare di lei i suoi, a me è successo, per lei parte un anno di via Crucis", perché "si è rotto il rapporto con la sua base". La pensa così anche Giuseppe Conte: "Si apre una nuova stagione politica, una nuova primavera. Ce la metteremo tutta per rispondere a questa richiesta di voltare pagina da parte dei cittadini". Il leader M5s è certo: "Questo è un voto molto politico, la presidente Meloni è scesa in campo a reti unificate" e l'esito del referendum "è un avviso di sfratto a questo governo, un segnale politico fortissimo". La segretaria del Pd Elly Schlein non nega la valenza politica del voto, ma ripete che Meloni "la batteremo alle elezioni" e come prima conseguenza del referendum invita la presidente del Consiglio a stoppare anche le altre riforme in cantiere, a partire da premierato e legge elettorale. La geografia del voto e la posizione del centrodestraIn una geografia del voto che evidenzia come le uniche regioni in cui prevalga il Sì siano quelle a guida leghista (Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia), dato sottolineato da alcuni esponenti del partito (il governatore Fontana, il sottosegretario Ostellari e Borchia, capodelegazione della Lega a Bruxelles), il centrodestra rispedisce al mittente la lettura di un voto politico e insiste nello scindere il referendum dal destino dell'esecutivo. "Per l'attività di governo non cambia nulla", scandisce il leader di FI Antonio Tajani. Concetto ribadito anche dal Guardasigilli Carlo Nordio che, pur riconoscendo la sconfitta ("Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano"), tiene a sottolineare: "Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico", afferma.La celebrazione della vittoria delle opposizioniMa per le opposizioni è il momento della celebrazione della vittoria, che "supera ogni aspettativa", esulta la leader dem, dopo aver festeggiato al Nazareno e prima di raggiungere gli alleati in piazza insieme al segretario della Cgil Landini (manifestazione che dopo gli interventi dal palco si trasferisce attraversando via del Corso in piazza del Popolo). "Dal voto di oggi, con una partecipazione tanto inattesa, arriva un messaggio chiaro a Meloni e a questo governo. E questo governo deve ascoltare questo messaggio", incalza Schlein. "Per Meloni è una sconfitta politica, ci hanno provato, gli è andata male", osserva Angelo Bonelli di Avs. E Nicola Fratoianni aggiunge: "È un risultato politico. Da qui in avanti cambia la musica".La fermezza di Meloni e il rammaricoMa Meloni non mostra tentennamenti. Certo, riconosce, "la sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L'abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini e i cittadini hanno deciso. E noi come sempre rispettiamo la loro decisione", spiega la premier nel video pubblicato sui social dopo circa un'ora dalla chiusura delle urne. E certo, ammette ancora, c'è "il rammarico per un'occasione persa di modernizzare l'Italia". Ma, mette in chiaro, "questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato".Il sostegno degli alleati di governoAnche gli alleati condividono la linea. "Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà", afferma il vicepremier e leader azzurro Antonio Tajani, che assicura: "Noi abbiamo fatto tutto il possibile". Detto questo, "il voto sul governo sarà l'anno prossimo alla scadenza della legislatura e allora, non oggi, gli italiani decideranno se abbiamo lavorato bene o male". Asciutto il commento dell'altro vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, che si trova a Budapest all'assemblea dei Patrioti. "Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della giustizia. Anche per questo, il governo deve andare avanti con compattezza e determinazione", sottolinea. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, per commentare il voto ricorre ai versi di una canzone di Leo Valeriano 'Tempo da Lupi', pubblicata negli anni Settanta. "Ma è tempo da lupi, un tempo da cani, cosa farai del tuo domani? È un tempo da lupi: finiti gli eroi, questo è un tempo per noi", posta su Facebook la seconda carica dello Stato, per invitare, viene spiegato, a non abbattersi mai.