Referendum: gli elettori di Pd e Avs votano compatti, nella Lega l'astensione maggiore

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Consolidata la vittoria del No con circa il 53 per cento dei voti, lo sguardo si sposta sui flussi elettoriali. Secondo l'analisi di Swg per La7, gli elettori del Pd hanno seguito l'indicazione di voto per il 75 per cento, mentre solo il cinque per cento ha preferito appoggiare la riforma Nordio. Il resto si è astenuto. Un segno di grande unità all'interno del partito guidato dalla segretaria Elly Schlein, soprattutto se si pensa a tutta quella galassia che orbita intorno al Pd e che invece si è schierata apertamente per il Sì, dalla vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno fino all'ex deputato dem Stefano Ceccanti, membro del comitato "Sinistra per il Sì".  Il M5s vede una quota maggiore di astenuti rispetto al Pd, pari al 28 per cento, mentre anche in questo caso la quota di elettori che ha votato contro il partito a favore della riforma è pari al cinque per cento. Pochi dubbi, invece, in casa Avs, con l'86 per cento che ha seguito le indicazioni dei leader Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni e solo un 2 per cento che ha voluto esprimersi a favore della riforma Nordio. Uno dei dati più soprendenti, però, riguarda Azione, +Europa e Italia Viva. Il leader di Azione, Carlo Calenda, aveva detto espressamente ai suoi elettori di sostenere la riforma, in quanto scritta nel programma del partito presentato per le elezioni politiche del 2022. In casa +Europa si è lasciata libertà di voto, così come nel partito di Matteo Renzi, che ha preferito non schierarsi. Ma entrambi i partiti non sono stati ostili alla riforma. Eppure, secondo la ricognizione di Swg il 44 per cento di questo elettorato si è schierato per il No, il 19 per cento per il Sì e il 37 per cento si è astenuto. Anche tra i partiti di maggioranza, le sorprese non mancano. In Fdi, Lega e Forza Italia sembrava dominare un blocco ideale unico a favore del referendum. Il risultato? L'8 per cento degli elettori di FdI e dei forzisti ha votato contro la linea del governo, il 6 per cento nella Lega. Un numero maggiore rispetto agli elettori di centrosinistra. Nel blocco della maggioranza, gli elettori della Lega sono poi coloro che hanno trainato l'astensione – seppure inferiore al solito – con il 37 per cento. Il voto più compatto arriva dal partito di Giorgia Meloni, con il 68 per cento degli elettori che si sono recati alle urne per votare Sì. Infine, gli elettori che ai blocchi di partenza venivano classificati come astenuti, cioè non attribuivbili a nessun partito: il 16 per cento di questi ha scelto di votare per il No e solo il 7 per cento per il sì. Il resto ha invece scelto di non recarsi alle urne.