Il “cauto ottimismo” di maniera che lascia spazio in fretta a occhi lucidi, abbracci e sorrisi. Dopo un’oretta di scaramanzia iniziale, appena i dati delle urne disegnano la vittoria del No, un’ondata di gioia mista a sollievo invade la sede nazionale di Libera a Roma, dove l’Associazione nazionale magistrati ha scelto di aspettare i risultati del referendum. “Abbiamo fatto un miracolo”, è il concetto che ripetuto in varie forme. Enrico Grosso, il giurista torinese scelto dalle toghe come frontman del “loro” comitato Giusto dire No, è emozionatissimo: “È stato un capolavoro collettivo”, dice parlando al Fatto dopo una decina di interviste tv. Se lo aspettava? “Devo dire di sì. Nella mia vita ho sempre scommesso su una ancestrale saggezza inconsapevole del popolo: gli italiani, senza saperlo, riescono sempre a salvare se stessi“, sorride.Grosso: “Ha perso chi non voleva legge uguale per tutti”Prima, in conferenza stampa insieme al presidente del comitato Antonio Diella, Grosso aveva risposto così alla domanda del Fatto su vincitori e sconfitti del voto: “Ha vinto la Costituzione, ha perso chi la voleva cambiare per affievolire le garanzie di autonomia e di indipendenza della magistratura e quindi mettere a repentaglio quel principio scritto dietro gli scranni di ogni giudice nei tribunali: la legge è uguale per tutti. Se qualcuno ha voluto mettere in discussione quel principio, quel qualcuno oggi è stato sconfitto”, il giurista. Che esordisce ringraziando “tutti gli elettori per questa straordinaria prova di democrazia“: “Erano anni che non si vedevano così tante persone a votare, ci è stato detto che gli italiani avevano perso ogni affezione verso la cosa pubblica. L’idea che questo nuovo entusiasmo sia stato suscitato da una questione che ha direttamente a che fare con la Costituzione, lasciatemelo dire, da costituzionalista mi emoziona“, afferma. E sottolinea anche “il dato del voto giovanile”, in larghissima maggioranza per il No: “Il fatto che i giovani, che si diceva essere sempre meno interessati dalla politica, si siano così entusiasmati per la loro Costituzione mi ha davvero allargato il cuore“. E rivendica: “Abbiamo trattato gli elettori da adulti e gli elettori hanno saputo rispondere da persone adulte. La maggioranza degli italiani ci ha premiato per la nostra sincerità“.Anm: “Un bel giorno per il nostro Paese”“Oggi è un bel giorno per il nostro Paese. Non per la magistratura, ma per tutte le cittadine e i cittadini”, è invece il commento ufficiale dell’Anm, affidato a una nota firmata dalla Giunta esecutiva centrale. “Questo risultato”, affermano i vertici del “sindacato” dei magistrati, “tuttavia non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Abbiamo contribuito a preservare l’autonomia e l’indipendenza della giurisdizione, proteggendo la Costituzione. I cittadini hanno democraticamente confermato la bontà delle nostre scelte e delle nostre indicazioni sui problemi reali della giustizia. Ringraziamo tutti coloro che si sono impegnati con noi in questi mesi a difesa della Costituzione. La relazione con la società civile”, prosegue il comunicato, “ha arricchito la magistratura e sapremo trovare gli strumenti perché questa ricchezza sia condivisa e vada a beneficio di tutto il Paese”.Gratteri: “Società civile viva, scelta in difesa della Carta”Festeggia anche quello che è forse il volto più popolare del fronte del No, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri. “La vittoria del No al referendum rappresenta un segnale forte e chiaro: la società civile è viva, attenta e pronta a mobilitarsi quando sono in gioco principi fondamentali. È stata una scelta consapevole, in difesa della Costituzione e dell’equilibrio delle istituzioni. Non è un rifiuto al cambiamento, ma di un metodo”, sottolinea. “La giustizia ha bisogno di riforme serie, capaci di ridurre i tempi dei processi e migliorarne il funzionamento, garantendo efficienza senza sacrificare le garanzie. Le riforme sono necessarie, ma vanno costruite con responsabilità e rispetto dei diritti”.Zanon (Comitato Sì): “Dal No messaggi scorretti”Dai comitati del Sì, invece, si maschera a fatica la delusione. I primi a presentarsi di fronte ai microfoni sono i vertici del comitato “Sì Riforma” voluto dal governo: “Viva la democrazia, grande successo di affluenza. Le persone sono state molto coinvolte con messaggi anche non corretti ma comunque c’è stata una partecipazione. Credo che i termini di analisi difficilmente possiamo andare oltre nel dire che ce l’abbiamo messa tutta”, abbozza il presidente, l’ex giudice costituzionale Nicolò Zanon. E il portavoce Alessandro Sallusti rivendica: “È stata una battaglia persa, ma che rifarei dall’inizio alla fine. La prima osservazione è che di riforma della giustizia se ne parlerà tra tanti e tanti anni e ancor più la stagione riformista non dico che viene archiviata, ma subisce un forte rallentamento”.L'articolo Referendum, magistrati in festa per il “miracolo”. Il frontman del No Grosso: “Gli italiani salvano sempre se stessi”. Gratteri: “La società civile è viva” proviene da Il Fatto Quotidiano.