AGI - Nessuna discesa in politica, "ma è chiaro che Marina Berlusconi è diventata sempre di più un 'fattore politico'. È una novità per Forza Italia, per il centrodestra, per il Paese", spiega chi con consuetudine sente la presidente Fininvest.Maurizio Gasparri, nella nota in cui firma il passo indietro da capogruppo FI al Senato, dopo la lettera dei 14 senatori che chiedevano un ricambio, parla di una sua scelta autonoma. Ma, come ribadito più volte anche pubblicamente, la famiglia Berlusconi auspicava da tempo un rinnovamento interno. E non a caso ambienti vicini alla presidente Fininvest, dopo aver sottolineato che il cambio che ha portato Craxi - figura considerata di equilibrio - alla guida dei senatori 'azzurri', rimarcano anche che l'apertura a una nuova classe dirigente debba essere il motore del partito.Il ruolo di Marina Berlusconi e il referendum"Non una rivoluzione, ma un processo di allargamento vero - tagliano corto altre fonti parlamentari legate alla famiglia del Cavaliere - il referendum sull'ordinamento giudiziario è stato uno spartiacque. Anche per questo motivo, Marina Berlusconi ha assunto un ruolo. Non in prima fila, ma di fatto si interessa ogni giorno di più di politica. Vuole che la memoria del padre non vada in alcun modo dispersa". Nei giorni scorsi avrebbe sentito Giorgia Meloni e diversi senatori e avrebbe fatto sapere, rivela un deputato, che sentirà altri parlamentari per avere un'idea ben precisa di cosa si può migliorare nel partito 'azzurro'.Tajani e le dinamiche interneAntonio Tajani non si tocca, sottolinea un altro esponente FI, "ma bisogna fare di più". Marina Berlusconi e Antonio Tajani si sarebbero sentiti, riferiscono fonti parlamentari 'azzurre', sia ieri sera che oggi, con la prima che avrebbe ribadito al leader FI la propria stima immutata. Il vicepremier, secondo alcune fonti 'azzurre', non avrebbe apprezzato le modalità del cambio in corsa. Ovvero, la lettera che è stata sottoscritta anche da due ministri, Casellati e Zangrillo, e che ha provocato l'accelerazione della sostituzione della guida del gruppo a Palazzo Madama. Avviando una nuova fase di 'competizione interna' in vista dei congressi. "In ogni partito ci sono dei pesi e dei contrappesi ma chi si vuole candidare lo faccia apertamente", osserva un senatore vicino al ministro degli Esteri. La nota del vicepremier è chiara, lo sguardo è rivolto ai congressi: "Non abbiamo paura della democrazia, non abbiamo paura del confronto con il popolo. Forza Italia, nel solco e nell'eredità di Silvio Berlusconi, non perderà mai la sua rotta".Critiche e disallineamentiC'è anche chi sottotraccia critica questa operazione a Palazzo Madama, in quanto Stefania Craxi, al di là del cognome che porta, "non è certo una figura di rinnovamento anche se assolutamente stimabile", rimarca un altro 'azzurro'. E un altro deputato evidenzia il 'disallineamento' che ora si potrebbe creare tra Camera e Senato, perché a Montecitorio non è partita alcuna raccolta firme. "Se si muoverà, però, Marina anche qui cambia tutto", dice un altro forzista. "C'è chi ci ha provato ma inutilmente", segnala un'altra voce.Riunione del partito e leadership di TajaniQuesta mattina alle 10 c'è stata una riunione del partito alla presenza di Tajani: il vicepremier, dopo aver ringraziato i partecipanti per l'impegno profuso sul referendum, ha spiegato di doversi allontanare perché impegnato nella riunione dei ministri degli Esteri del G7 in Francia. "La sua leadership non è in discussione", ribadisce anche la vicepresidente FI del Senato, Licia Ronzulli, che aveva spiegato di non essere interessata al ruolo di Gasparri, sottolineando che "non sono una persona che consuma vendette". E ancora: "Il congresso si farà, ma prima occorre rispondere alle richieste dei cittadini".Il cambio della guardia e l'unitàC'è chi lega il confronto in corso nei gruppi alla partita delle nomine, chi derubrica la vicenda a un singolo caso, per la serie 'non succederà altro', chi invece invita il leader azzurro a 'cavalcare' seriamente il rinnovamento. In ogni caso il cambio della guardia al gruppo di Palazzo Madama si è risolto con un segnale di unità, con l'acclamazione di Stefania Craxi ("era un avvicendamento in cantiere prima del referendum - le sue parole - Si tratta di un normale avvicendamento all'interno di un gruppo politico. FI è una comunità ed è una comunità di valori") e la proposta del gruppo di proporre Maurizio Gasparri alla guida della Commissione Esteri e Difesa, ruolo lasciato vacante dalla stessa Craxi.