Crisi petrolifera in vista? Ora il ruolo dello stretto di Hormuz diventa cruciale

Wait 5 sec.

L’inflazione statunitense di febbraio si è attestata al 2,4% in linea con le attese, ma il dato appare già superato dalla recente escalation geopolitica in Medio Oriente.I datiNonostante i prezzi core rimangano sotto controllo al 2,5%, il rally del petrolio, balzato del 30% nel solo mese di marzo, minaccia di riportare l’indice complessivo sopra la soglia del 3% già nel secondo trimestre. Cioè, è chiaro che rispetto ai panieri dei beni il prezzo del petrolio è evidentemente considerato un tema importante per la produzione industriale, per i costi di trasformazione e anche ovviamente per il rincaro sulle famiglie. Lo scenario resta influenzato dall’andamento delle quotazioni petrolifere.Infatti, gli analisti avvertono che il target del 2% potrebbe ora slittare alla seconda metà del 2027, complicando i piani della Federal Reserve in vista della riunione ultima. E ovviamente, con i costi della logistica e i carburanti in rapida crescita, l’Istituto centrale si trova davanti a un banco di prova cruciale: bilanciare una inflazione ostinata con primi segnali di debolezza del mercato del lavoro.Perché, voi capite, da una parte abbiamo segnali di debolezza del mercato del lavoro e dall’altra abbiamo un aumento dell’inflazione. Il rischio combinato di calo di produzione, di calo di domanda e dall’altra parte di aumento di prezzo rischia di generare una stagflazione.La stabilità sotto questo profilo dello stretto di Hormuz resta l’ago della bilancia per evitare che lo shock energetico si trasformi in una frenata economica di tipo strutturale. E qui il problema è evidentemente l’importanza della definizione di una strategia in un contesto così drammatico.Malvezzi Quotidiani – L’Economia Umanistica spiegata bene con Valerio MalvezziThe post Crisi petrolifera in vista? Ora il ruolo dello stretto di Hormuz diventa cruciale appeared first on Radio Radio.