«Chiara Poggi è stata aggredita sul divano», la dinamica del delitto di Garlasco: dall’orario della morte all’arma. Cosa sappiamo

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Si aprono nuovi scenari sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco nel 2007. Dopo le recenti indiscrezioni secondo cui la giovane avrebbe cercato di difendersi dal suo aggressore, con evidenti segni di colluttazione sul corpo, emergono ulteriori dettagli. La perizia dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo suggerisce che l’orario della morte dovrebbe essere posticipato di almeno mezz’ora rispetto a quanto finora stabilito. Se confermato, questo elemento potrebbe avere ripercussioni significative sulla posizione di Alberto Stasi, l’unico condannato per il delitto, che – secondo la sua versione – si trovava già a casa a lavorare alla tesi prima delle 10 del mattino.Una possibile (nuova) dinamica dell’aggressioneAlla luce di questa ipotesi temporale, si cerca di ridefinire anche la dinamica dell’omicidio. Durante la trasmissione televisiva Lo Stato delle Cose su Rai3, il legale di Stasi, Antonio De Rensis, ha introdotto un elemento finora poco discusso: la presenza di macchie di sangue sul divano dell’abitazione. Secondo l’avvocato, ciò potrebbe suggerire che l’aggressione sia iniziata proprio lì, con un primo attacco alla vittima, che avrebbe poi tentato di difendersi. Questa ricostruzione si inserisce in una narrativa diversa rispetto al passato, in cui si era ipotizzata una morte quasi immediata. Ora, invece, emergerebbe l’ipotesi di una colluttazione, supportata dalla presenza di lividi sul corpo della giovane.L’arma del delitto: una o più?Altro punto centrale del dibattito riguarda l’arma utilizzata. Secondo il medico legale Francesco Fineschi, le lesioni sul corpo di Poggi presentano caratteristiche eterogenee: alcune compatibili con colpi inferti da una superficie battente, altre più difficili da attribuire a un unico oggetto. Questa varietà ha portato a ipotizzare sia l’uso di più armi, sia l’impiego di uno strumento complesso. Tra le ipotesi più accreditate resta quella del martello, sostenuta anche da studi accademici citati in trasmissione. Tuttavia, consulenti della difesa suggeriscono che possa trattarsi di un unico oggetto con caratteristiche diverse, simile ma non identico a un martello tradizionale. Resta controversa anche la questione dell’impronta insanguinata trovata sulla scena del crimine. Secondo il consulente della difesa Oscar Ghizzoni, non vi sarebbe più certezza assoluta sulla misura attribuita (numero 42), poiché vari fattori – tra cui la deformazione della suola, il peso corporeo e la fluidità del sangue – possono alterare il risultato. Di parere opposto altri esperti, che continuano a ritenere quella misura la più compatibile. L'articolo «Chiara Poggi è stata aggredita sul divano», la dinamica del delitto di Garlasco: dall’orario della morte all’arma. Cosa sappiamo proviene da Open.