Sondaggi politici dopo il referendum 2026: dai partiti a Meloni, cosa cambia

Wait 5 sec.

La vittoria del no al referendum 2026 sulla riforma della giustizia, provoca un lieve ‘smottamento’ anche nei sondaggi sui partiti in vista delle elezioni politiche. FdI in calo dopo la vittoria del noAll’indomani dell’esito della consultazione popolare, che non ha premiato la posizione del governo Meloni, il sondaggio dell’Istituto Noto per ‘Porta a Porta’ rileva che Fratelli d’Italia perde lo 0,5% rispetto all’ultima rilevazione dello scorso 4 marzo, seguito dal Pd al 22% che guadagna mezzo punto (+0,5%) e dal M5S al 13% che sale anch’esso di mezzo punto percentuale. Anche Forza Italia all’8,5% cresce dello 0,5%, mentre la Lega all’8% sale di un punto (+1%). Avs è al 6% e perde mezzo punto (-0,5) come Azione al 3 (-0,5%). Stabile, invece, Futuro Nazionale (Vannacci) che resta al 3%. Italia Viva è al 2% in calo dello 0,5%. Noi Moderati, invece è stabile all’1,5% come +Europa all’1%. In generale il centrodestra è al 47% (-0,2%), mentre il campo largo resta al 44%. Infine l’Udc è allo 0,3% (+0,2%). La stima dell’affluenza è al 60%, in crescita del 3% rispetto all’ultima rilevazione.Per gli italiani Meloni non dovrebbe dimettersiPer il 57% degli italiani, dopo la vittoria del No il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non si dovrebbe dimettere. Si dovrebbe dimettere, invece, per il 29% degli italiani (non sa il 14%). Fonti del governo hanno già fatto sapere che Meloni non chiederà al Parlamento un voto di fiducia.Conte in pole per le primarie del ‘Campo Largo’Il 43% degli elettori del ‘Campo Largo’, in caso di primarie, voterebbe per Giuseppe Conte (M5S), il 37%, invece, per Elly Schlein. Il 12%, infine, vorrebbe come leader Angelo Bonelli. L’8%, non sa ancora. Sul tema primarie si è espresso oggi proprio Conte, spiegando che si faranno solo “dopo che avremo completato il programma”. “Prendiamo il tempo, prima viene il programma”, ha evidenziato il leader del M5S. Confermando, però, la sua disponibilità a partecipare. “Il M5S non può non avere un rappresentante” alle eventuali primarie del centrosinistra “e io sarei disponibile, ma non ne ho ancora parlato con la base del Movimento”, ha detto Conte intervenendo a Sky Tg24.Pronta alle primarie anche Schlein: “Io ho sempre detto che, se si deciderà di utilizzare le primarie per scegliere chi guiderà la coalizione progressista, sono assolutamente disponibile a correre. Tutto, data compresa, verrà deciso insieme”, ha confermato la segretaria del Pd in un’intervista a Repubblica. “Non partiamo da zero – ha aggiunto Schlein – alle ultime regionali ci siamo presentati con la stessa coalizione progressista in tutti i territori. E in Parlamento lavoriamo insieme da tre anni. Andando in giro per l’Italia, i nostri militanti ci chiedono soprattutto una cosa: unità. Sono certa che ci metteremo d’accordo su contenuti, modalità, percorso e tempi”.Salis contraria alle primarie: “Strumento sbagliato”Voce fuori dal coro, in casa Pd, quella della sindaca di Genova Silvia Salis secondo cui le primarie “sono uno strumento sbagliato, non ho cambiato idea, e il fatto che ci avviciniamo ad elezioni non cambierà la mia posizione”. Salis ha aggiunto che “bisognerebbe fare una discussione interna e trovare un leader in grado di guidare il campo progressista”. L’ipotesi primarie invece obbligherebbe “a mettere in contrapposizione due o più soggetti politici che in realtà sono parte della stessa alleanza – prosegue Salis – per cui c’è un periodo di tempo in cui dovresti fare in pratica campagna elettorale contro persone che poi dovrebbero sostenere il tuo governo, cosa che trovo tecnicamente sbagliata e un messaggio di divisione che non sostengo”.Questo articolo Sondaggi politici dopo il referendum 2026: dai partiti a Meloni, cosa cambia proviene da LaPresse