Ipnosi clinica per rimuovere lesione al cervello con un intervento di neurochirurgia: i vantaggi della awake surgery

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Un intervento di neurochirurgia eseguito con il paziente sveglio e supportato dall’ipnosi clinica segna un ulteriore passo avanti nelle tecniche chirurgiche per il trattamento delle lesioni cerebrali più delicate. L’obiettivo è duplice: garantire la massima precisione durante l’operazione e preservare funzioni fondamentali come movimento, linguaggio e memoria. La procedura rientra nella cosiddetta awake surgery, utilizzata quando le aree da trattare si trovano in prossimità delle zone cerebrali più sensibili. In questi casi, il coinvolgimento diretto del paziente durante alcune fasi dell’intervento consente ai medici di monitorare in tempo reale le funzioni neurologiche, guidando l’azione del neurochirurgo e riducendo il rischio di danni permanenti. Una tecnica già nota e già messa in atto quella della chirurgia da svegli, ma che sorprende sempre: nel 2019 per esempio, un musicista fu operato mentre suonava il suo sax. Nel caso affrontato, la lesione era situata in un’area motoria legata al movimento del piede. Durante l’operazione, al paziente è stato chiesto di eseguire movimenti mirati dell’arto: una collaborazione attiva che ha permesso di controllare costantemente la funzionalità della zona interessata mentre veniva trattata. Elemento innovativo dell’intervento è stata l’integrazione delle tecniche di ipnosi clinica. Attraverso un lavoro preparatorio iniziato già dal giorno precedente, il paziente è stato accompagnato in un percorso di focalizzazione e gestione dell’ansia che ha reso possibile alternare momenti di piena collaborazione a fasi di profondo rilassamento. Questo ha migliorato le condizioni operative, riducendo le interferenze muscolari durante le stimolazioni e limitando l’uso di farmaci anestetici e ansiolitici.“L’ipnosi non è qualcosa di magico, ma uno strumento che aiuta a mettere il paziente a proprio agio e a ridurre in modo significativo l’ansia”, spiega Vincenzo Esposito. Una condizione che si traduce in una maggiore efficacia della collaborazione intraoperatoria e in una valutazione più affidabile delle funzioni cerebrali. Anche dal punto di vista anestesiologico, l’approccio consente una gestione più stabile e controllata dello stato del paziente, migliorando la tollerabilità dell’anestesia locale e favorendo un recupero più rapido nelle ore successive all’intervento.A confermare i benefici è il racconto dello stesso paziente, che ha descritto un’esperienza meno complessa del previsto: nessun dolore percepito, la capacità di seguire le indicazioni ricevute e la sensazione di un tempo operatorio più breve rispetto alla durata reale. L’integrazione dell’ipnosi nella chirurgia da svegli rappresenta così un’evoluzione dell’approccio multidisciplinare, basato sulla stretta collaborazione tra neurochirurghi, anestesisti e neuropsicologi insieme al paziente. I primi dati indicano una riduzione dei livelli di ansia e un minor ricorso a farmaci, con possibili benefici anche sul recupero complessivo. L’intervento è stato realizzato all’IRCCS Neuromed di Pozzilli (Isernia), dove queste tecniche vengono già applicate anche in altri ambiti chirurgici.FOTO DI ARCHIVIOL'articolo Ipnosi clinica per rimuovere lesione al cervello con un intervento di neurochirurgia: i vantaggi della awake surgery proviene da Il Fatto Quotidiano.