Più di tremila manifestazioni negli Stati Uniti e le altre in tutto il mondo tra cui l’Italia. La mobilitazione No Kings contro Donald Trump va in scena oggi 28 marzo per la terza volta in meno di un anno in quello che è diventato il più grande movimento di protesta dal suo ritorno alla Casa Bianca. La prima, tenutasi nel giugno 2025 – il giorno del 79esimo compleanno del presidente americano e di una parata militare a Washington – ha radunato diversi milioni di persone da costa a costa. La seconda, a ottobre, ha attirato sette milioni di persone, secondo gli organizzatori. La terza andrà in scena anche a Roma, dove alle 14 partirà il corteo che da piazza della Repubblica arriverà fino a San Giovanni.No KingsAlla manifestazione, organizzata nell’ambito della mobilitazione globale del weekend «Together. Contro i Re e le loro guerre», sono previsti almeno 15mila partecipanti. E sono attesi più di 700 gruppi e associazioni tra cui gli attivisti di Askatasuna nell’ambito di una serie di mobilitazioni avviate dopo lo sgombero, il 18 dicembre scorso, del centro sociale torinese. Dopo l’esplosione nel casolare al parco degli Acquedotti di Roma, dove i due anarchici Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano sono morti mentre fabbricavano un ordigno si vigila anche su possibili infiltrati anarchici. Negli Stati Uniti la mobilitazione si preannuncia molto numerosa, mentre il tasso di approvazione di Trump nei sondaggi è al suo minimo storico e a novembre si vota per le Midterm.Common Defense«Dalla nostra ultima manifestazione, questa amministrazione ci ha trascinati ulteriormente in guerra. Qui in patria, abbiamo visto cittadini uccisi per le strade da forze militarizzate. Abbiamo visto famiglie distrutte e comunità di immigrati prese di mira. Tutto questo per mano di un uomo che vuole governare come un re», dice all’agenzia di stampa France Presse Naveed Shah, capo di Common Defense. Sono previste manifestazioni nelle principali aree metropolitane come New York, Chicago e Washington, D.C., così come nelle periferie e nelle zone rurali, e persino a Kotzebue, una piccola città in Alaska oltre il Circolo Polare Artico, e nell’arcipelago caraibico di Porto Rico, territorio statunitense.Bruce SpringsteenMinneapolis, epicentro all’inizio di quest’anno della brutale offensiva anti-immigrazione di Trump e delle proteste popolari contro di essa, dovrebbe essere il punto focale della manifestazione, insieme alla sua città gemella, Saint Paul. Bruce Springsteen, leggenda del rock americano e acceso critico del presidente degli Stati Uniti, dovrebbe esibirsi con la sua canzone «Streets of Minneapolis», scritta e registrata in 24 ore in omaggio a Renee Good e Alex Pretti, due americani uccisi da agenti dell’Ice durante massicce operazioni di controllo dell’immigrazione.Bernie SandersAnche il senatore Bernie Sanders, figura di spicco della sinistra americana, dovrebbe presenziare. «Una polizia segreta mascherata che semina il terrore nelle nostre comunità. Una guerra illegale e catastrofica che ci mette in pericolo e fa lievitare le nostre spese. Attacchi alla nostra libertà di parola e ai diritti civili. Costi che spingono le famiglie sull’orlo del baratro. Trump vuole governarci come un tiranno», ha dichiarato il collettivo “No Kings”. «Quello che è iniziato nel 2025 come una semplice giornata di disobbedienza si è trasformato in una resistenza nazionale a lungo termine contro la tirannia”, ha scritto il movimento, aggiungendo di non essere “mai stato così forte».Gli organizzatori hanno notato che due terzi di coloro che hanno espresso l’intenzione di partecipare alle manifestazioni di sabato vivono al di fuori delle grandi città, un aumento significativo rispetto al giorno precedente di mobilitazione. «L’America si trova in un momento cruciale», ha affermato Randi Weingarten, presidente dell’American Federation of Teachers. «È tempo che il governo ascolti e aiuti le persone a costruire vite migliori invece di alimentare odio e paura».L'articolo No Kings: le 3 mila manifestazioni contro Trump in tutto il mondo (e a Roma) proviene da Open.