Ven, 27 Mar 2026Da Eni a Enel, passando per Poste e Leonardo, sono in totale 18 i CdA da formare per complessive 118 posizioni.DiRedazioneCondividi l'articoloPaolo Scaroni (Foto: Marco Luzzani/Getty Images)Mentre è alle prese con un riassetto interno dopo la sconfitta nel referendum, il governo ha sul tavolo il dossier che riguarda le partecipate di Stato, chiamate a nominare i loro nuovi consigli di amministrazione. Complessivamente, sono 18 i CdA da formare per un totale di 118 nomine da approvare.Come riporta l’edizione odierna de Il Corriere della Sera, l’esito negativo del referendum avrà a suo modo un peso per la formazione dei CdA di società come Eni, Enel, Poste, Leonardo, Enav e Terna, fra le altre. Inoltre, ci sono anche delle nuove controllate dirette del Tesoro come, per un fare un breve elenco, Amco, Consap, Equitalia Giustizia, Poligrafico dello Stato, Mefop, PagoPa, Sogesid, Sogin, Sport e Salute, Stretto di Messina e Sviluppo Lavoro. A queste si sommano tre società chiave della galassia Fs: Rfi, Trenitalia, Fs Logistix. Si aggiunga, infine, che Consob è senza presidente (dove avrebbe intanto ripreso quota la soluzione Federico Freni, osteggiata dal vicepremier Tajani) e pure il vertice dell’Antitrust dovrà essere sostituito nelle prossime settimane.La linea della premier Giorgia Meloni sembra essere quella di smuovere meno equilibri possibili, indicando profili il più possibile organici al centrodestra, senza però mettere da parte le mira di Fratelli d’Italia. Il partito del presidente del Consiglio punta ad aggiudicarsi la maggior parte dei consiglieri, in vista di quella che si preannuncia una lunghissima campagna elettorale fino alle elezioni nel 2027, e che nei fatti è già iniziata dopo l’esito del referendum.Il primo banco di prova sarà il rinnovo di Poste con il deposito della lista per il board giovedì 2 aprile: in questo caso l’AD Matteo Del Fante e il DG Giuseppe Lasco vanno verso la riconferma, con buone probabilità anche per la presidente Silvia Rovere. In Eni Claudio Descalzi non è in discussione, mentre per la presidenza avrebbe preso quota il profilo di Andrea De Gennaro, attuale comandante generale della Guardia di Finanza il cui mandato terminerà a maggio.Verso la riconferma anche Flavio Cattaneo, numero uno di Enel, così come ha chance per un secondo giro da presidente Paolo Scaroni, numero uno del Milan e in quota Forza Italia. Al vertice di Leonardo dovrebbe incassare il via libera l’AD Roberto Cingolani, resterebbe invece da individuare il sostituto del presidente uscente Stefano Pontecorvo. Improbabile anche il secondo mandato per Giuseppina Di Foggia alla guida di Terna.Developed by 3x1010