Dalla battaglia ai batteri resistenti agli antibiotici alla gestione della sepsi, fino alle nuove frontiere rappresentate da intelligenza artificiale e batteriofagi. A Venezia dal 26 al 28 marzo va in scena la terza edizione di Top5 in Infectious diseases, congresso che riunisce alcuni dei massimi esperti di malattie infettive. L’obiettivo è contribuire ad accelerare il passaggio dall’innovazione scientifica alla pratica clinica quotidiana, per ridurre la mortalità, contenere la diffusione delle resistenze antimicrobiche e ottimizzare gli esiti nei pazienti critici. Le infezioni resistenti, nosocomiali ed emergenti continuano a rappresentare una minaccia globale per i sistemi sanitari. Secondo le stime del Global burden of disease – aggiornate al 2021 con proiezioni successive – le infezioni batteriche resistenti hanno causato circa 4,71 milioni di decessi nel mondo, un quarto dei quali attribuibili direttamente alla resistenza agli antibiotici. Senza interventi decisi, le proiezioni indicano che i decessi potrebbero raggiungere i due milioni annui entro il 2050, con un impatto comunicativo stimato in oltre 39 milioni di morti tra il 2025 e il 2050. Un contesto critico in cui lo sviluppo di nuovi trattamenti deve essere accompagnato da accesso rapido, diagnosi tempestive, stewardship antimicrobica rigorosa, innovazione terapeutica, organizzazione sanitaria efficace e collaborazione multidisciplinare. Saranno questi i sei pilastri dell’agenda scientifica del congresso, che vedrà inoltre il coinvolgimento attivo della Simit, la Società italiana di malattie infettive e tropicali, e della Sigo, la Società italiana di ginecologia e ostetricia.La pipeline di nuovi antibiotici rimane fragile Secondo i rapporti più recenti, si contano circa 50 agenti tradizionali e 40 non tradizionali in fase clinica, ma molti mostrano limitazioni contro i patogeni prioritari. In Europa e in Italia persistono alti tassi di resistenza, in particolare per Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi, con incrementi significativi nelle infezioni ematiche. Il congresso discuterà strategie per rafforzare la stewardship e garantire accesso rapido alle terapie più appropriate, anche in contesti estremi come infezioni polimicrobiche in pazienti ustionati o casi critici da Acinetobacter baumannii. Pseudomonas aeruginosa multiresistenteLe infezioni da Pseudomonas aeruginosa con resistenza difficile da trattare sono associate a mortalità superiore al 30% nei pazienti critici. Saranno presentati e discussi nuovi beta-lattamici avanzati e combinazioni terapeutiche che promettono miglioramenti negli esiti in terapia intensiva. Sepsi: le linee guida mondiali aggiornate La sepsi resta una delle principali cause di decesso ospedaliero, con circa 49 milioni di casi e 11 milioni di morti annue nel mondo. Le linee guida della Surviving sepsis campaign (aggiornate nel 2026) sottolineano la diagnosi precoce e l’avvio della terapia antibiotica entro 1 ora (o al massimo 1-3 ore in casi selezionati), unitamente a una gestione personalizzata di fluidi e supporto emodinamico per ottimizzare gli esiti. Lo scenario di Candidozyma auris Candidozyma auris – ex Candida auris – si afferma come patogeno preoccupante. Tra il 2013 e il 2023 nei Paesi Ue sono stati registrati oltre 4mila casi, 1.346 solo nel 2023. In Italia, uno dei Paesi più colpiti insieme a Spagna, Grecia, Romania e Germania, la diffusione è ormai endemica in numerosi ospedali. Le infezioni invasive mostrano mortalità tra il 30% e il 60%. Il simposio affronterà il rafforzamento della sorveglianza, del controllo infettivo e delle diagnostiche avanzate. Hiv: terapie long-acting e gestione dell’invecchiamento Oltre la metà delle persone con Hiv nei Paesi ad alto reddito ha più di 50 anni. Le terapie long-acting migliorano aderenza e qualità di vita, con studi real-world che riportano soppressione virale superiore all’85% a 48 settimane anche in pazienti con una storia di scarsa aderenza. Rimane cruciale la gestione multidisciplinare delle comorbidità legate all’età.“L’infettivologia sta cambiando rapidamente”, evidenzia Mario Falcone, ordinario di Malattie infettive dell’Università di Pisa che guiderà i lavori del congresso. “Da una parte dobbiamo affrontare la diffusione di batteri sempre più resistenti agli antibiotici, dall’altra la ricerca sta mettendo a disposizione farmaci di ultima generazione, diagnostica molecolare avanzata e sistemi di analisi dei dati che permettono di identificare più rapidamente i i patogeni”.Questo articolo Cresce la resistenza agli antibiotici: l’allarme da Venezia e le sfide infettive proviene da LaPresse