La Banca Centrale Europea non alza i tassi di interesse, confermati al 2% sul deposito principale dopo l’ultima decisione del 18 marzo, ma per chi ha un mutuo a tasso variabile la rata di aprile potrebbe gonfiarsi comunque di quasi 10 euro. Il motivo? Non è Francoforte, ma l’Euribor, l’indice interbancario che lega le variabili al mercato, salito di 15 punti base tra fine febbraio e metà marzo per le tensioni in Medio Oriente.L’Euribor a tre mesi, riferimento principe per oltre un milione di mutui italiani variabili, ha toccato il 2,135% il 25 marzo, in rialzo rispetto alle settimane scorse. Facile.it, nel suo ultimo studio sull’andamento delle rate, spiega che questo balzo – legato allo scoppio del conflitto in Iran e ai timori di shock energetici – si traduce in un rincaro immediato: per un mutuo standard da 100mila euro su 20 anni, sono circa 10 euro in più già dal prossimo pagamento. “Nonostante i tassi BCE fermi, l’Euribor reagisce ai mercati globali e alle guerre”, nota l’analisi del comparatore, che prevede ulteriori pressioni: a giugno potrebbe sfiorare il 2,3%, con rate su del 30 euro entro fine anno.Lo studio di Facile.it evidenzia come dal 27 febbraio al 16 marzo l’indice sia rimbalzato proprio per le escalation in Iran, indipendentemente dalle mosse della BCE che resta cauta con inflazione sotto il 2% e crescita anemica nell’Eurozona. In un anno, la quota di richieste per mutui variabili è salita al 9%, attirati dai tassi bassi post-tagli BCE, ma ora il vento gira: le surroghe calano dal 31% al 21%, con gli italiani che tornano al fisso per paura. “Un mutuo variabile standard vede la rata salire di 10 euro ad aprile, ma il vero rischio è cumulativo”, avverte Andrea Polo, direttore della comunicazione.Implicazioni per le famiglie italianePer 2,5 milioni di famiglie con mutui variabili, questo significa 25-30 euro mensili in più entro Natale, in un contesto di bollette già salate dal gas mediorientale. La BCE, con tassi fermi al 2,15% sulle rifinanziarie, monitora ma non interviene, lasciando l’Euribor ballare sulle geopolitiche. Esperti come quelli di Morningstar prevedono pause fino al 2026, salvo shock, mentre in Italia il tasso medio sui mutui resta competitivo al 3,28%, tra i più bassi d’Europa. Chi ha un variabile? Meglio simulare ora: il fisso offre certezze, ma il variabile resta tentazione con Euribor non alle stelle.Mentre Lagarde tiene il piede fermo, le rate no. Il 2026 busserà presto, e non con buone notizie per tutti.The post Beffa mutui! La BCE non alza i tassi ma i rincari ci saranno: “Per qualcuno fino a 30€ mensili in più” appeared first on Radio Radio.