Nel 2020, tra le fitte foreste pluviali del Queensland, in Australia, un gruppo di scienziati si è imbattuto in un enigma botanico: un piccolo albero dalle foglie scure, am con i fiori candidi. Il suo nome, Rhodamnia zombi, non evoca film dell'orrore, ma una realtà biologica drammatica: la pianta è viva, eppure è intrappolata in uno stato che le impedisce di crescere o riprodursi. Ora, un nuovo studio pubblicato su Austral Ecology mette in guardia: l'albero zombi potrebbe essere a una sola generazione dall'estinzione.. Ruggine del mirto: il fungo che trasforma le piante in "morti viventi"La specie Rhodamnia zombi è stata scoperta sei anni fa, in una regione del Queensland ricca di foreste pluviali. Dal momento del suo battesimo, il 10% degli alberi zombi del Burnett sono morti, e quelli rimasti non riescono più a crescere né a produrre fiori o frutti.Sono a tutti gli effetti una specie "morta vivente": è tecnicamente ancora viva, ma allo stato attuale delle cose non ha futuro. La colpa di questa condizione? Un patogeno noto in inglese come myrtle rust, la ruggine del mirto, un fungo del genere Austropuccinia che sta facendo strage in Australia.. Il nome della ruggine del mirto deriva dal fatto che infetta esclusivamente le piante della famiglia Myrtaceae, tra le quali c'è anche il genere Rhodamnia. Diffuso nel Queensland e nel New South Wales, questo fungo colpisce quasi 200 specie appartenenti a 41 generi diversi (quasi la metà di tutti i generi della famiglia Myrtaceae).Dal 2010, quando è stato identificato per la prima volta, ha portato 40 specie a un passo dall'estinzione, e 17 in particolare classificate come "Category X": sono quelle che, al momento, sono destinate a sparire entro una generazione. E l'albero zombi Rhodamnia zombi è l'ultima voce aggiunta alla lista.. In cerca di germogli sani: così gli scienziati sfidano il fungo killerIl problema della ruggine del mirto è che, una volta che ha infettato un albero, attacca i suoi germogli non appena questi provano a spuntare, impedendo di fatto alla pianta di crescere e riprodursi. È un albero ancora vivo, destinato però alla morte senza lasciare discendenti. Ecco perché si sta provando di tutto per salvare la specie: secondo gli autori dello studio, ogni strategia di conservazione parte dalla ricerca di piante con germogli sani, da spostare poi in luoghi protetti e liberi dal fungo per farli crescere in pace.. La speranza è che, oltre a tenere in vita sempre più piante, questa strategia possa aiutare l'albero zombi a sviluppare, nelle generazioni successive, una qualche forma di resistenza alla ruggine del mirto, che permetta poi alla specie di tornare a diffondersi senza bisogno dell'aiuto dell'uomo. Non sappiamo ancora se funzionerà: l'unica certezza che abbiamo è che c'è poco tempo per scoprirlo..