La guerra in Ucraina costa troppo, Putin chiede aiuto agli oligarchi: così le spese per l’«operazione speciale» fanno tremare il Cremlino

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Vladimir Putin ha chiesto ai principali oligarchi russi di sostenere direttamente le finanze statali, nel tentativo di arginare le difficoltà di bilancio legate al protrarsi della guerra in Ucraina. Lo riferisce il Financial Times, secondo cui il presidente russo si sarebbe rivolto personalmente a un gruppo ristretto di grandi imprenditori. Questa mossa, fa notare il quotidiano britannico, rappresenta un passaggio inedito rispetto ai precedenti tentativi di raccogliere risorse dal settore privato e sembra confermare la volontà del Cremlino di proseguire il conflitto fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi militari, nonostante le crescenti pressioni economiche.I negoziati falliti e lo stallo sul DonbassSecondo due fonti consultate dal Financial Times, Mosca intende continuare le operazioni fino al controllo completo delle aree del Donbass orientale ancora fuori dal proprio controllo. Una linea che si è irrigidita dopo il fallimento dei recenti colloqui mediati dagli Stati Uniti, durante i quali Kiev ha respinto l’ipotesi di un ritiro unilaterale dalla regione. Putin avrebbe inizialmente valutato un compromesso, come la creazione di una zona demilitarizzata o a statuto speciale nel Donbass, ma l’ipotesi è stata accantonata dopo il rifiuto ucraino.Le mosse del Cremlino per reggere i costi della guerraNegli ultimi mesi, il governo russo ha già introdotto diverse misure per aumentare le entrate: dall’aumento dell’Iva al 22% alla tassa straordinaria sugli extraprofitti delle grandi aziende. Il ministro dell’Economia, Maxim Reshetnikov, ha lasciato intendere che nuove imposte potrebbero arrivare in caso di ulteriore indebolimento del rublo. Nel frattempo, la spesa per la difesa continua a crescere, con un aumento del 42% nell’ultimo anno. Il deficit accumulato nei primi mesi dell’anno avrebbe già superato il 90% di quanto previsto per l’intero 2026, anche a causa delle sanzioni che costringono Mosca a vendere il petrolio a prezzi scontati.Quanto costa alla Russia la guerra in UcrainaIn poco più di quattro anni, la cosiddetta «operazione speciale» in Ucraina ha divorato più di 500 miliardi di dollari in spese dirette, mentre oggi il suo costo giornaliero è di oltre 500 milioni di dollari. Nel bilancio di previsione per il 2026, la Russia ha destinato 217 miliardi di dollari alla difesa, pari al 38% della spesa pubblica totale. Le assunzioni del documento finanziario si basavano su un prezzo del petrolio pari a 59 dollari al barile. Ma ora che il Medio Oriente è ripiombato nel caos e lo stretto di Hormuz è ancora ostaggio dei pasdaran, l’aumento dei prezzi dell’energia regala di fatto al Cremlino guadagni aggiuntivi per quasi 200 milioni di dollari al giorno.La conferma (a metà) del CremlinoIl portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato che il tema dei contributi è stato discusso da Putin e dagli oligarchi, ma ha negato che le eventuali donazioni siano destinate direttamente allo sforzo bellico. Alcuni partecipanti avrebbero comunque definito «doveroso» restituire allo Stato parte delle ricchezze accumulate negli anni Novanta.Foto copertina: EPA/Sergei Ilnitsky | Il presidento russo Vladimir PutinL'articolo La guerra in Ucraina costa troppo, Putin chiede aiuto agli oligarchi: così le spese per l’«operazione speciale» fanno tremare il Cremlino proviene da Open.