Le rinnovabili sono la soluzione alla crisi climatica che affligge il Pianeta e allo stesso tempo, liberandoci dai combustibili fossili spesso prodotti dove c’è una dittatura e guerra, sono l’energia per la pace. Con questo messaggio il Wwf presenta il nuovo rapporto in occasione dell’Earth hour che torna anche quest’anno, in programma sabato 28 marzo in tutto il mondo.L’Earth hour – viene spiegato – è “la più grande mobilitazione globale per il clima e la natura, nata 20 anni fa grazie al Wwf. Un’ora al buio per il futuro del Pianeta. Un futuro sempre più in bilico, stretto tra la crisi climatica e i conflitti che insanguinano il Pianeta. Ma le due crisi sono strettamente collegate”. A Roma l’appuntamento centrale sarà alla Fontana dell’acqua Paola, al Gianicolo, ma si spegneranno le luci anche del Colosseo e di San Pietro, mentre un’ora di buio interesserà anche la Torre del Filarete (Castello Sforzesco) a Milano, il Maschio Angioino a Napoli, la Mole Antonelliana a Torino, a Piazza San Marco a Venezia.La seconda edizione del rapporto del Wwf ‘Rinnovabili, energia per la pace’ conferma infatti “quanto le fonti energetiche fossili siano esse stesse causa o concausa in conflitti o vere e proprie guerre“. Le energie rinnovabili – rileva il Wwf – rappresentano “al contrario una doppia arma di pace, per la loro natura intrinsecamente più diffusa, oltre a costituire concrete alternative in uno scenario di aumento vertiginoso dei prezzi dei carburanti come quello attuale. E sono l’antidoto alla crisi climatica, generata dai fossili”. È accaduto tra gli anni ’80 e ’90, con la guerra tra Iraq e Iran e le successive Guerre del Golfo, è accaduto con la guerra civile che ha insanguinato il Sudan per quasi vent’anni a partire dagli anni 80. Anche il conflitto russo-ucraino non ne è esente: la Russia è uno dei maggiori produttori di gas naturale, e buona parte di esso viene o veniva convogliato proprio attraverso l’Ucraina verso l’Europa. Oggi, la crisi energetica è amplificata dalla guerra in Iran e in altre aree cruciali per petrolio e gas, e il blocco dello Stretto di Hormuz è sufficiente per compromettere oltre un quarto dell’approvvigionamento petrolifero mondiale.Il rapporto del Wwf sfata “una serie di luoghi comuni inclusi quelli sulle rinnovabili. Non è vero che costino troppo, al contrario il loro costo è drasticamente calato negli ultimi 15 anni”. Secondo l’analisi della Irena (International renewable energy agency) “i costi dell’elettricità dal solare fotovoltaico su scala industriale sono scesi tra il 2010 e il 2024 quasi di un fattore 10 passando da 0,417 a 0,043 dollari a kWh”. L’Italia – dice il Wwf – “il Paese a maggiore dipendenza energetica in Europa pari al 74,8% deve sganciarsi dalla dipendenza dai combustibili fossili con un piano progressivo di rapido abbandono di gas e petrolio, la conferma dell’abbandono del carbone, la rinuncia a nuovi rigassificatori e infrastrutture per i fossili, un reale sostegno alle energie rinnovabili e all’elettrificazione, usando appieno i fondi derivanti dall’Ets (Emission trading scheme) e dal reinvestimento nella decarbonizzazione, la spinta dell’acceleratore sul risparmio e l’efficienza energetica”.Questo articolo Le rinnovabili energia per la pace, torna l’Earth hour del Wwf proviene da LaPresse