Referendum e crisi politica: il senso dello Stato smarrito

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di Francesco Pontelli – A pochi giorni dall’esito referendario, la politica italiana conferma ancora una volta quale sia il senso dello Stato che contraddistingue i protagonisti dello scenario nazionale.Le leader di Fratelli d’Italia e del Partito Democratico interpretano l’esito del voto rispettivamente come una vittoria e una sconfitta politica, alimentando ulteriormente lo scontro. In questo contesto, il segretario del principale partito di opposizione è arrivato a chiedere elezioni anticipate, sostenuto anche dal leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.Il Presidente del Consiglio, invece, sembra fare un brusco ritorno alla realtà, abbandonando una narrazione autoreferenziale e prendendo atto di essere circondato da figure politiche il cui consenso elettorale appare in progressiva diminuzione.Alla strategia, per certi versi opportuna, delle dimissioni a raffica all’interno del governo — una novità per l’Italia e, paradossalmente, un elemento positivo in un sistema spesso caratterizzato dall’inamovibilità degli incarichi pubblici — dovrebbe ora seguire un secondo passaggio: una revisione profonda delle priorità dell’esecutivo. In questo quadro, appare inevitabile mettere in discussione anche l’operato del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, soprattutto alla luce di un contesto internazionale sempre più drammatico, segnato dall’escalation della guerra in Medio Oriente.In altre parole, mentre gli scenari futuri lasciano intravedere un possibile allargamento del conflitto mediorientale — con il coinvolgimento di Paesi come lo Yemen e il rischio di un intervento diretto contro l’Iran — i protagonisti della politica nazionale dovrebbero, almeno per una volta, dimostrare un autentico senso dello Stato, abbandonando le polemiche e concentrandosi sulla gestione di una fase così delicata.Al contrario, il fronte dell’opposizione appare oggi mosso prevalentemente da una logica di conquista del potere, nonostante il Presidente del Consiglio avesse proposto un tavolo di confronto comune proprio in considerazione della complessa situazione geopolitica.Il governo guidato da Giorgia Meloni presenta certamente numerose criticità, legate in particolare all’inadeguatezza di alcuni ministri, evidenziata da fatti e dichiarazioni. Tuttavia, la reiterata richiesta di elezioni anticipate da parte dell’opposizione, invece di accogliere l’invito al dialogo istituzionale, sembra confermare ancora una volta una preoccupante carenza di senso dello Stato.