gommarosa, se l’elettronica può far rinascere l’indie/pop

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A chi dice che “si stava meglio quando si stava peggio” – quando cioè la musica italiana indie/alternativa era indipendente e alternativa per davvero – da un lato qualche ragione la possiamo dare, sì, perché la corsa al successo ha veramente molto omologato il suono dell’indie italiano (e pure del rap, se è per questo…), portandolo sinistramente verso il pop più sicuro e rendendo tutto un po’ troppo “safe”, carino, pulitino, cantantino ed emo-nostalgino; dall’altro però non va dimenticata una cosa: quando “si stava peggio”, la verità è che provare a supportare il lancio di un artista emergente che non fosse già fatto e finito per il mainstream era un consapevole buttare via tempo, soldi e risorse. Una scellerata fesseria. Lo facevi, come dire?, per l’idea, per la romantica idea di fare qualcosa per la musica. Ma in cuor tuo, sapevi che il massimo a cui potevi ambire era non perderci troppi soldi.Il grande ricambio generazionale del pop italiano dai Cani in poi ha liberato molte energie, molte risorse e molte attenzioni verso il “nuovo”, verso un rinnovamento sia dei codici che dei nomi e delle nomenclature, sia da parte della discografia e dei management che da parte degli ascoltatori stessi. Mettersi a fare musica non è più una mossa sentimentale da perdenti, o un modo creativo per avere un hobby, è invece una scommessa reale che si può fare su se stessi: se si è bravi e/o si ha talento, ora le cose possono funzionare davvero. Solidamente.L’Italia dei grandi numeri è tornata infatti ad essere una nazione ricettiva verso la musica pop/cantautorale nuova e i nomi nuovi che la abitano (non più solo Baglioni, Venditti, Ligabue, De Gregori, Vasco Rossi e, per i più giovanilisti, Biagio Antonacci, loro e quasi null’altro: a lungo siamo stati messi così, ed exploit come Carmen Consoli o i Subsonica erano molto più eccezione che speranza di una rinnovata regola, e poi comunque la Consoli si è pure sfilata dal gioco, cercando soluzioni più intime).Un caso particolare è quello di Levante. Che ha iniziato quando più o meno ancora c’era il “vecchio regime”, e nonostante exploit fortunati come “Alfonso” sembrava comunque destinata a restare nicchia della nicchia, ma è salita – per caso, ma anche e soprattutto per capacità&merito – sull’onda giusta, quando cioè l’indie è improvvisamente iniziato a diventare cool fra un pubblico molto più vasto (generando addirittura parodie televisive, il segno autentico del successo), fino a farsi nuovo mainstream.Ecco: proprio la realtà manageriale che sta dietro a Levante (e non solo a lei), ovvero Metatron, non si è adagiata sugli allori e, come dimostra bene la Premiere che qui vi potete ascoltare, ha fatto un serio lavoro di scouting, andando a cercare nuovi talenti da lanciare che non fossero la copia della copia della copia dell’indie più e/o dell’hipsterismo piacione più consolidato, ma fossero altro, fossero personalità. Quella di gommarosa infatti è un talento notevole, che già ci era sembrato per nulla male sentendo il primo singolo “Sahara” uscito poco tempo addietro, ma che ancora più ci ha colpito con il “Rosso amore” che vi presentiamo qua sotto in anteprima assoluta. E poi fidatevi, avendo sentito gli altri pezzi ancora che andranno a comporre un EP di prossima uscita possiamo dire che, per quanto ci riguarda, può essere già considerato uno dei debutti più interessanti di quest’anno. Ecco allora intanto qui sotto “Rosso amore” in anteprima assoluta, cliccate sull’hyperlink:“ROSSO AMORE”, IN ANTEPRIMA PER SOUNDWALLgommarosa è di Milano, anzi, della provincia (Rivoltella); è giovanissima; ha già trovato una sua chiave di scrittura ed interpretazione, diversa da ciò che si sente di solito in giro. Bene. In particolare, sa adagiarsi con naturalezza non scontata su architetture ritmico-sonore che parlano il linguaggio dell’elettronica di qualità, tra destrutturazioni e richiami UK iper-contemporanei (che bravi, i DEMONA, che le curano qui la veste sonora). Insomma: questi suoi primi passi sono davvero molto, molto promettenti. E ci piace pensare che proprio chi oggi sa dare del tu all’elettronica più fragrante e meno annacquata nel pop, sarà chi più farà la differenza nel futuro più o meno prossimo.The post gommarosa, se l’elettronica può far rinascere l’indie/pop appeared first on Soundwall.