10 e lode Kimi AntonelliLa conferma è la vera prova di forza, dopo il primo exploit. Gara che evidenzia, tra gli altri, un aspetto: il dialogo da veterano con gli ingegneri. Aspettavamo dal 1992 di Riccardo Patrese in Giappone. 10 Il tracciato di SuzukaQui la Formula Uno ha scritto e riscritto una parte della sua storia; queste monoposto penalizzano alcuni tratti spettacolari, però le inquadrature dall’alto restituiscono per intero il fascino del tracciato. 9,5 La partenza di Oscar Piastri Hanno imparato dai giri (non) percorsi in precedenza, quelli della McLaren: scatto a molla e traiettoria che smaterializza le Mercedes, scelta di tempo apollinea, dionisiaca accelerazione. Charles Leclerc 9Una seconda parte di gara che pone due Italie sul podio: lui colloca quella Rossa accanto a quella giovane. Il sorpasso di Leclerc su Russell 8,5Inventa una traiettoria all’esterno che ricorda una magia di Gilles Villeneuve su Alan Jones, quasi mezzo secolo fa, volendo scomodare gli dei. Audi 6Immagazzinando dati. Lewis Hamilton 5,5Finale di gara anonimo, con due sorpassi subiti all’esterno, il primo dei quali dal compagno di squadra. George Russell 5Il grande sconfitto di oggi. Lando Norris 5Torna protagonista la McLaren con Piastri, il Campione del Mondo non esce dall’anonimato. Franco Colapinto 4In fase di ricarica presta più attenzione al display che alla traiettoria: quando sopraggiunge Bearman, gli chiude lo spazio e lo proietta all’esterno sull’erba, in piena accelerazione, con inevitabile e dolorosa (per la caviglia di Bearman) carambola. Oltre all’errore, il tema sicurezza ha ora un precedente. The post Gp Giappone, le pagelle di Paolo Marcacci appeared first on Radio Radio.