Ven, 1 Mag 2026L’obiettivo è quello di chiudere il discorso sulla successione entro il quarto anno dalla scomparsa del padre.DiRedazioneCondividi l'articoloLeonardo Maria Del Vecchio (foto da video)C’è la svolta sul riassetto della holding Delfin, con un accordo che chiude, dopo quattro anni, la lunga partita sull’eredità di Leonardo Del Vecchio e ridefinisce gli equilibri di una delle principali cassaforti finanziarie europee, con impatti rilevanti anche sul sistema economico e, indirettamente, su quello sportivo.Il quartogenito Leonardo Maria Del Vecchio ha rilevato per circa 10 miliardi di euro le quote dei fratelli Paola e Luca, pari al 25% del capitale, salendo così al 37,5% dopo il via libera dell’assemblea. Parallelamente, è stato raggiunto un accordo tra gli eredi per chiudere definitivamente la successione entro il 27 giugno, data simbolica che segna il quarto anniversario della scomparsa del fondatore di Luxottica.L’intesa consente di superare una fase di stallo caratterizzata da contenziosi legali e veti incrociati tra gli otto eredi. Un passaggio chiave è stato rappresentato dalla revisione della politica dei dividendi approvata in assemblea: eliminato il tetto del 10%, la distribuzione salirà fino all’80% dell’utile nel triennio 2025-2027. Una scelta che, liberando flussi per miliardi, faciliterà il pagamento delle imposte di successione e stabilizzerà la governance della holding.Nel perimetro resta centrale il ruolo di Francesco Milleri, presidente di Delfin e amministratore delegato di EssilorLuxottica, destinatario di un legato di oltre 2 milioni di azioni del gruppo. «Semplificare è sempre una cosa buona», ha ribadito Milleri, indicando la direzione di un riassetto che punta a rafforzare la stabilità dell’azionariato in vista anche dei futuri rinnovi ai vertici.Dal punto di vista finanziario, l’operazione si inserisce in una più ampia strategia di riorganizzazione delle partecipazioni e della leva. I maggiori dividendi saranno funzionali anche a sostenere l’indebitamento legato al maxi finanziamento – circa 11 miliardi – che Leonardo Maria Del Vecchio sta strutturando tramite Lmdv Fin con un pool bancario internazionale.Il dossier è rilevante soprattutto per la dimensione e la natura degli asset in portafoglio a Delfin. La holding detiene infatti quote strategiche in gruppi come Assicurazioni Generali (10%), UniCredit (2,7%) e Monte dei Paschi di Siena (17,5%), oltre al 32,4% di EssilorLuxottica e al 28,1% di Covivio. Partecipazioni che, in caso di eventuali dismissioni, potrebbero generare nuova liquidità e incidere sugli equilibri finanziari di diversi settori.Resta ora da capire se, nel medio termine, la holding opterà per una razionalizzazione del portafoglio, anche attraverso cessioni. Un tema su cui, interpellato, l’amministratore delegato di Generali, Philippe Donnet, ha mantenuto una linea prudente: «Non definiamo la strategia del gruppo in base ai vincoli dei nostri azionisti». Un segnale di come il riassetto di Delfin rappresenti un passaggio chiave, ma ancora in evoluzione, per uno dei principali poli finanziari italiani ed europei.Developed by 3x1010