«Questo studio è stato ritirato», così recita la scritta in rosso comparsa poche ore fa accanto al titolo della ricerca scientifica che aveva fatto parlare il mondo. Apparso come segno di una possibile svolta nella cura di uno dei tumori più difficili da trattare, ora lo studio spagnolo sul tumore al pancreas è stato ufficialmente ritirato dalla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). Mariano Barbacid, uno dei nomi più autorevoli della ricerca oncologica europea e a capo dell’analisi, aveva spiegato ai giornali di tutto il mondo il grande potenziale della scoperta, mostrando scenari concreti di cura contro la forma più diffusa e aggressiva di tumore pancreatico. Poi la decisione di PNAS, con il totale dietro front della rivista americana.Le motivazioni del ritiro«Un conflitto di interessi rilevante non è stato dichiarato al momento della sottomissione»: così la rivista Proceedings of the National Academy of Sciences motiva la decisione di ritrattazione dello studio sui tumori pancreatici. Il nodo riguarderebbe in particolare i legami tra alcuni autori della ricerca e una società coinvolta nello sviluppo della strategia terapeutica descritta nel lavoro. Un aspetto tutt’altro che secondario: nella ricerca biomedica, la trasparenza sugli interessi economici o professionali è fondamentale per permettere una valutazione indipendente dei risultati, soprattutto quando si tratta di studi preliminari, condotti in questo caso su modelli animali, che hanno già contribuito ad alimentare aspettative sul piano pubblico e mediatico.Il legame tra i ricercatori e la società Vega OncotargetsIl caso riguarda in modo diretto i legami tra gli autori dello studio e Vega Oncotargets, una società fondata nel 2024 per sviluppare e valorizzare proprio la strategia terapeutica descritta nella ricerca. Secondo quanto emerso, Mariano Barbacid, insieme alle coautrici Vasiliki Liaki e Carmen Guerra, risulta detentore di partecipazioni nella società, configurando così secondo PNAS un interesse finanziario diretto nei risultati dello studio. Un aspetto che entra in conflitto con le regole editoriali della rivista, soprattutto per le modalità con cui il lavoro è stato pubblicato: come membro della National Academy of Sciences, Barbacid ha potuto utilizzare la procedura di “contributed submission”, un canale che consente agli accademici di proporre revisori tra i propri pari, con un iter più rapido rispetto alla revisione standard. Una possibilità che, secondo le linee guida, non è compatibile con la presenza di interessi finanziari rilevanti, perché può compromettere l’imparzialità del processo di valutazione. Un elemento tutt’altro che secondario per PNAS è stata poi la natura della società, creata per trasformare i risultati della ricerca in una possibile terapia. Non a caso, nei primi giorni di diffusione dello studio, proprio il sito di Vega Oncotargets presentava la notizia parlando della «prima terapia efficace contro il cancro al pancreas», dicitura che risulta essere stata poi corretta. Tra le principali cause di morte oncologicaIl tumore al pancreas resta oggi una delle neoplasie più difficili da trattare anche per la sua diffusione e per l’andamento clinico particolarmente aggressivo. A livello globale si stimano oltre 500 mila nuovi casi ogni anno, con un’incidenza in costante aumento. Risulta ad oggi tra i più letali: la sopravvivenza a cinque anni resta ancora oggi tra le più basse in oncologia, tra il 10% e il 12%, proprio per la rapidità con cui la malattia progredisce e per la sua resistenza ai trattamenti. In Italia il tumore la pancreas rimane tra le principali cause di morte oncologica nel Paese. Si registrano circa 14-15 mila nuovi casi all’anno, con numeri di mortalità molto simili, segno della difficoltà nel trattarlo. È proprio per questo che la ricerca guidata da Mariano Barbacid aveva attirato un’attenzione globale: nello studio, il team aveva testato una combinazione di farmaci in grado di colpire specifiche vie molecolari alla base della crescita del tumore pancreatico, osservando nei modelli animali una regressione completa delle masse tumorali. Nei topi trattati, il tumore risultava eliminato e non si ripresentava nel periodo di osservazione. Un esito che, pur rimanendo confinato alla fase preclinica, aveva alimentato l’ipotesi di una possibile nuova strada terapeutica.L'articolo Tumore al pancreas, ritirato lo studio della “svolta” sulla regressione: cosa non torna sul lavoro di Barbacid proviene da Open.