La governatrice del Maine Janet Mills ha annunciato il ritiro dalla corsa per il Senato degli Stati Uniti, a poche settimane dalle primarie democratiche del 9 giugno. A pesare, secondo quanto dichiarato da lei stessa, è stato il fatto di aver praticamente esaurito in anticipo i fondi a sostegno della sua campagna. «Anche se ho la determinazione, la passione, l’impegno, l’esperienza e soprattutto la voglia di combattere per andare avanti, semplicemente non ho l’unica cosa che oggi le campagne politiche purtroppo richiedono: le risorse finanziarie», ha spiegato, definendo «incredibilmente difficile» la scelta di sospendere la campagna.Chi è Graham Platner, il rivale che ha ribaltato i pronostici nel MaineA spuntarla nelle primarie dem, scrive il Washington post, sarà con ogni probabilità Graham Platner, allevatore di ostriche al primo tentativo elettorale, capace di radunare folle consistenti in giro per lo Stato e di erodere rapidamente il vantaggio iniziale di Mills. La governatrice, nei mesi scorsi, aveva provato a frenarne la rincorsa dell’avversario andando a ripescare vecchi scheletri nell’armadio. Nei suoi spot aveva citato alcuni vecchi commenti su Reddit, poi cancellati, in cui Platner sminuiva la gravità della violenza sessuale. Platner non si era fatto mancare neanche un tatuaggio che praticamente era assimilabile a un simbolo nazista, di cui poi si era pentito e lo aveva fatto cancellare. Secondo la ricostruzione del Washington Post, Mills sosteneva che i repubblicani avrebbero fatto «polpette» dello sfidante in un eventuale duello di novembre contro la senatrice Susan Collins. E invece al massimo saranno molluschi.Perché il seggio del Maine è cruciale per i democratici contro TrumpLa poltrona del Maine è considerata una delle più contendibili della tornata 2026. Perciò i democratici contano di strapparla ai repubblicani, per riequilibrare un Congresso oggi tutto in mano al partito conservatore, insieme alla Casa Bianca di Donald Trump. Mills, 78 anni, due mandati da governatrice e un passato da procuratrice, era stata corteggiata personalmente dal leader della minoranza al Senato Chuck Schumer, anche grazie alla notorietà guadagnata a inizio 2025. All’epoca lei aveva detto a Trump una frase diventata celebre: «Ci vediamo in tribunale». Una sfida lanciata durante un incontro alla Casa Bianca sulla legge statale che consente agli atleti transgender di gareggiare nelle categorie corrispondenti alla propria identità di genere. Nel messaggio di ritiro, Mills ha promesso che nei prossimi otto mesi continuerà a lavorare per il Maine, «difendendo la Costituzione» e provando a «preservare la nostra democrazia».L'articolo Doveva guidare il ribaltone contro Trump, ma ha finito i soldi: il disastro della candidata dem al Senato. Al suo posto un allevatore di ostriche proviene da Open.