La difesa americana chiama a raccolta la Silicon Valley. E sembra davvero che il Pentagono stia tessendo una ragnatela sempre più complessa di collaborazioni con i grandi protagonisti dell’AI, con il risultato che, di fatto, questa tecnologia sta diventando sempre più un elemento centrale di ogni strategia. L’ultimo tassello vede protagonisti alcuni dei nomi più influenti della Silicon Valley, ovvero, Reflection, Amazon Web Services, Microsoft e Nvidia. E tutte quante avrebbero firmato accordi ufficiali per consentire ai militari americani di utilizzare le proprie tecnologie avanzate su reti classificate. Nella sostanza, un impiego operativo legale, volto a modernizzare le capacità di intervento e analisi dei dati su larga scala.Accordi, giunti dopo la rottura del Pentagono con Anthropic a causa di divergenze sull’utilizzo dell’IA, che si si aggiungono a quelli siglati di recente con altre aziende tecnologiche come SpaceX, OpenAI e Google e che, si legge in una nota del Pentagono, “accelerano la trasformazione delle forze armate statunitensi in una forza combattente basata sull’AI e rafforzeranno la capacità dei nostri soldati di mantenere la superiorità decisionale in tutti gli ambiti della guerra”.D’altronde nell’ultimo anno il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha insistito moltissimo sull’integrazione dei sistemi di intelligenza artificiale nelle attività del dipartimento. I vincoli di utilizzo che le aziende hanno posto al Pentagono rappresentano un tema molto discusso. Come detto il Pentagono ha cancellato un contratto con Anthropic poiché si era rifiutata di rimuovere le limitazioni di sicurezza che impediscono che i propri software vengano usati per gestire armi autonome o programmi di sorveglianza di massa.Quanto a Google ha annunciato martedì scorso di aver raggiunto un accordo con l’esercito statunitense per l’utilizzo dei suoi strumenti di intelligenza artificiale, tra le proteste di oltre 600 dipendenti dell’azienda, che chiedono al management di porre il veto a questo tipo di accordi con le forze armate. OpenAI e SpaceX avevano invece già stipulato accordi preliminari con le forze armate statunitensi, autorizzando l’utilizzo dei loro modelli di IA in scenari legittimi. Tuttavia, secondo gli analisti, gli accordi annunciati oggi rappresentano un passo cruciale verso la loro integrazione nelle operazioni militari di routine.