Il Primo maggio in Turchia, una ferita insanabile

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AGI - In Turchia, tutte le 576 persone arrestate durante le celebrazioni del Primo Maggio a Istanbul sono state rilasciate questa mattina. Lo ha annunciato l'associazione degli avvocati Chd che aveva schierato i propri membri nelle strade di Istanbul, mantenendo una presenza costante per contare e monitorare gli arresti nella metropoli.In un messaggio pubblicato su X, l'associazione ha specificato che le ultime 46 persone tenute in due stazioni di polizia, tra cui il leader sindacale Basaran Aksu, sono state rilasciate dopo aver trascorso la notte in custodia e aver effettuato accertamenti medici.In Turchia sono state arrestate 576 personeIn totale, la polizia ha arrestato 576 persone – 575 secondo l'ufficio del governatore di Istanbul – durante la Festa dei Lavoratori per impedire loro di raggiungere Piazza Taksim, punto focale del movimento di protesta di Istanbul, chiusa agli assembramenti dal 2013 e da un'ondata di manifestazioni antigovernative.Primo maggio tra tensioni in TurchiaIl 28 aprile erano state arrestate preventivamente 47 persone - quattordici in detenzione e nove agli arresti domiciliari, si legge inoltre. La festa dei lavoratori è diventata, anche quest'anno, una giornata ad altissima tensione a Istanbul, una giornata in cui "è meglio rimanere in casa".Istanbul blindata Mezzi pubblici sospesi, transenne e strade chiuse al traffico, scontri, lacrimogeni, almeno 370 arresti, decine di migliaia di poliziotti in assetto antisommossa a presidiare una fetta della città. Uno scenario non nuovo, cui rimane però difficile abituarsi.Dieci anni di restrizioniUno schieramento di forze che da ormai 10 anni fa a pezzi la quotidianità di una gran parte della metropoli sul Bosforo in ossequio ai divieti imposti dalla Prefettura. Il primo maggio a Istanbul è tutto meno che la festa dei lavoratori.Piazza Taksim tra blocchi e disagi A chi vive nel raggio di 4 km da Piazza Taksim la vita viene resa praticamente impossibile. Blocchi di polizia ogni poche centinaia di metri, attese e file interminabili per fare la spesa o tornare a casa, turisti che passano con sguardi increduli, strade sbarrate, poliziotti scortesi e sordi alle ragioni di chi vive nella zona.A questo va aggiunto l'odore acre dei lacrimogeni che penetra le finestre, irrita occhi e gola, anche se si è lontani dai luoghi degli scontri. Oltre alle conseguenze per chi cerca di preservare la propria quotidianità ci sono i manifestanti.La festa dei lavoratori tra lo scontro sociale Sindacati di sinistra e partito comunista avrebbero voluto festeggiare il Primo Maggio e si sono trovati coinvolti, ancora una volta, in una battaglia con la polizia, per la simbolica Piazza Taksim. L'idea di celebrare in altre aree della metropoli di Istanbul sarebbe stata come una resa al governo e a Erdogan.Quella che ovunque nel mondo è la Giornata mondiale dei Lavoratori, in Turchia è la giornata dello scontro sociale, della resa dei conti tra il potere costituito e chi vi si oppone, una giornata la cui tensione inevitabilmente affonda nelle vicende storiche del Paese e si concentra nella protesta contro il presidente Recep Tayyip Erdogan.Lo stesso copione da danni Da giorni il centro di Istanbul è stato blindato da decine di migliaia di poliziotti, migliaia di transenne, blindati e idranti. Scene che si ripetono con cadenza annuale a ricordare che in Turchia non c'è una ricorrenza da celebrare, quanto piuttosto uno scontro che le autorità vogliono vincere a qualsiasi costo.La tragedia del 1977 Per capire le origini di tale tensione va ricordato che su questa data in Turchia pesa e peserà sempre la tragedia del 1977. Un evento che i manifestanti sono decisi a commemorare, un bagno di sangue con ancora troppi lati oscuri.Il maggio di sangue Eppure il primo maggio fu designato come una giornata di celebrazioni in Turchia nel 1935 per volere di Mustafa Kemal Ataturk, tuttora venerato come il padre della Repubblica. La Festa della primavera e dei fiori rimase una giornata di festa fino al 1976, quando le organizzazioni dei lavoratori organizzarono un corteo che invase il centro e Piazza Taksim.La storia del primo maggio turco cambiò per sempre nel 1977: da la Festa della primavera e dei fiori divenne il kanli Mayis, vale a dire il Maggio di sangue. Quell'anno, con il Paese in grave crisi economica, l'Unione dei sindacati Rivoluzionari (DISK) organizzò una grande manifestazione in Piazza Taksim dove si radunò una folla di mezzo milione di persone.Durante il discorso del Segretario del DISK colpi di arma da fuoco ruppero il silenzio della folla in ascolto che iniziò a correre nel panico scatenando un putiferio alla fine del quale si contarono 34 morti e centinaia di feriti.Indagini e depistaggiLe indagini della polizia portarono a 98 arresti, tutti rinviati a giudizio e in seguito tutti assolti. I giudici invitarono le autorità a riaprire il caso, ma dopo il colpo di stato del 12 settembre 1980 le indagini subirono depistaggi e rallentamenti, qualsiasi manifestazione fu vietata per 8 anni e la festa dei lavoratori fu cancellata dalle ricorrenze.L'hotel simboloRimane una sola certezza: i cecchini erano appostati sul terrazzo dell'Hotel Intercontinental, i cui piani superiori furono chiusi al personale e occupati da stranieri che parlavano in inglese. A distanza di tanti anni quell'hotel, che oggi si chiama Marmara, sovrasta Piazza Taksim e ricorda quel giorno di sangue.Come ogni anno, anche quest'anno, è andato in scena il conflitto tra governo e dissidenti, potere costituito e oppositori, forze dell'ordine e manifestanti. Un conflitto tra due parti ben definite della società turca che non si incontreranno mai, rendendo impossibile definire una festa il primo maggio in Turchia.