La buona informazione. Sono queste le parole di cui tutti, nelle ultime ore, sembrano riempirsi la bocca. Cosa intendano realmente, però, non è affatto chiaro. Il significato profondo di questa espressione resta un interrogativo aperto, mentre il confine tra il diritto di cronaca e il dovere di verifica è diventato il terreno di uno scontro durissimo, che vede protagonista Sigfrido Ranucci.Cosa ha detto Ranucci e cosa ha risposto NordioTutto nasce da un’ospitata nel salotto di Bianca Berlinguer a È sempre Cartabianca, dove il volto di Report ha lanciato un’indiscrezione scottante. Al centro del caso c’è il presunto legame tra il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti, tornata alla ribalta per la grazia concessale negli scorsi giorni dal Presidente della Repubblica. Ranucci ha riferito di un possibile soggiorno del Ministro nel ranch di Cipriani in Uruguay – ricostruzione smentita categoricamente dallo stesso Nordio, intervenuto prontamente in diretta.La lettera di richiamo della RaiLa risposta di Viale Mazzini non si è fatta attendere con una lettera di richiamo. Nella missiva firmata dal direttore dell’Approfondimento, Paolo Corsini, l’azienda ha messo sotto accusa il metodo di Ranucci, contestandogli di aver diffuso “voci non ancora verificate”. Un atto che, secondo i vertici, avrebbe minato la credibilità del servizio pubblico e violato la deontologia giornalistica. L’accusa è di aver agito con “modalità approssimative”, esponendo la Rai a potenziali danni reputazionali e legali.Nella lettera viene inoltre sottolineato un punto formale: Ranucci era autorizzato a partecipare alla trasmissione della concorrenza esclusivamente per presentare il suo libro e non per intervenire su temi d’attualità.Proprio quest’ultimo dettaglio apre uno scenario interessante: diverse indiscrezioni suggeriscono infatti che la Rai sia intenzionata a non coprire le spese legali del conduttore, qualora il Ministro Nordio decidesse di procedere per vie giudiziarie.La replica di RanucciIl giornalista ha affidato ai social la propria difesa, mantenendo il punto con la consueta fermezza:“Non ho timori di affrontare in giudizio il Ministro della Giustizia, che è anche colui che è custode dell’Albo dei giornalisti. Sul resto, ci sono cose che hanno un prezzo e altre che hanno un valore. E per me la libertà di informazione è un valore inalienabile dell’umanità”. Ranucci ha inoltre sottolineato con ironia il tempismo della notizia, trapelata alle agenzie di stampa prima ancora di essere notificata formalmente a lui.La vicenda ha spaccato l’opinione pubblica. Da una parte, i sostenitori di Ranucci denunciano un tentativo di censura e isolamento verso una delle voci più scomode della tv pubblica. Dall’altra, i critici sostengono che la buona informazione non possa prescindere dal rigore: la libertà di stampa è un pilastro della democrazia, ma non può diventare un’autorizzazione a diffondere notizie prive di riscontro certo. Si attendono sviluppi. The post Rai richiama Ranucci dopo le dichiarazioni su Nordio appeared first on Davide Maggio.