«Non è, e non è mai stato nelle intenzioni del ministero commissariare il presidente della Biennale». Lo precisa il MiC, precisando di essersi «limitato a chiedere e ottenere documenti da mettere a disposizione del Maeci e di Palazzo Chigi per le dovute valutazioni circa le richieste della Ue sul rispetto del quadro sanzionatorio nei confronti della Russia. Quanto alle dimissioni della giuria, esse sono state apprese dal MiC dagli organi di informazione, e riguardano esclusivamente la potestà autonoma della Biennale. Il ministro Giuli, come da dichiarazioni pubbliche, conferma l’identità di vedute con il premier Giorgia Meloni». Cosa stanno esaminando gli ispettori del MicTra i dossier più sensibili esaminati dagli ispettori del Mic c’è quello della Federazione Russa. Nonostante le sanzioni europee legate alla guerra in Ucraina, il padiglione russo ai Giardini dovrebbe riaprire per soli tre giorni (6-8 maggio), per poi richiudere all’apertura ufficiale al pubblico il 9 maggio. Una soluzione ibrida, che continua a sollevare perplessità. Anche a livello europeo. Il commissario alla Cultura Glenn Micallef ha annunciato che non parteciperà all’inaugurazione finché la Russia sarà invitata. Così come non è chiaro il futuro dei finanziamenti comunitari, almeno 2 milioni di euro. A pesare anche la scelta del ministro Alessandro Giuli di non partecipare all’inaugurazione. Per la prima volta, la Biennale Arte si apre senza il rappresentante del governo italiano. La Fondazione stavolta ha scelto una strada radicale: affidare ai visitatori la decisione sui premi. Tutti i Paesi partecipanti, inclusi Russia, Israele, Iran e Stati Uniti, partiranno dallo stesso nastro di partenza. Ci sarà quindi il “Leone dei Visitatori“. L'articolo Caos Biennale, la reazione del Mic: «Abbiamo appreso delle dimissioni dalla stampa» proviene da Open.