“Purtroppo c’era da aspettarselo perché Israele dal 2010 ha sempre attaccato impunemente le Flotille che tentano di rompere il blocco marittimo illegale per portare aiuti umanitari a Gaza”. Il professore israeliano Itamar Mann, docente di Diritto Internazionale presso l’Università di Monaco di Baviera, ritiene però che con l’attacco della notte scorsa contro la Global Sumud Flottilla nelle acque internazionali al largo di Creta, Israele sia andato oltre.“Il segnale di questa escalation contro gli attivisti umanitari era già arrivato quando, molto probabilmente, le Forze di Difesa Israeliane avevano attaccato con un drone l’imbarcazione della Global Sumud Flottilla, su cui si trovava anche Greta Thunberg, appena all’inizio del suo viaggio, lo scorso settembre presso la costa tunisina, cioè nelle acque di una nazione sovrana a centinaia di chilometri da Gaza. Nonostante la gravità di quanto accaduto, non c’è stata una vera e propria indagine per verificare se si trattasse di un drone israeliano.Questo cosa comporta ? Comporta che Israele si sente autorizzato a fare ciò che vuole. E l’attacco dell’altra notte in acque internazionali a ben mille chilometri di distanza da Gaza lo dimostra.Israele accampa sempre giustificazioni di natura difensiva quando attacca le Flotille, a partire da quella del 2010 che si concluse con undici vittime turche, come lei ben sa visto che faceva parte del team legale di difesa degli attivisti. Non c’è alcuna giustificazione, tanto meno di carattere difensivo, nell’attaccare militarmente a un migliaio di chilometri in acque internazionali attivisti del tutto pacifici che stanno portando aiuti umanitari a una popolazione assediata illegalmente. Siamo oltre l’atto di pirateria perché Israele nel fermare la Flotilla mostra di voler impedire a ogni costo che dall’esterno si cerchi di ricordare la sua politica genocidaria, di fatto ancora in corso, contro i palestinesi di Gaza.Nonostante il patto di cessate il fuoco, gli abitanti della Striscia continuano a soffrire e morire per malnutrizione e malattie. Chi è il principale colpevole ? Israele, che con il suo comportamento folle non solo ha rafforzato Hamas, che governa ancora la parte della Striscia non occupata dai soldati israeliani, ma impedisce alla maggior parte degli aiuti internazionali di entrare per sfamare e curare i civili. A Gaza mancano soprattutto cibo e medicine e pertanto la gente, specialmente i più deboli, continuano a morire per volere del governo israeliano.Cosa ritiene dovrebbe fare la comunità internazionale per fermare la politica illegale di Israele ? Fare pressione con sanzioni, con la revoca dei trattati di cooperazione, e con una presa di posizione collettiva. L’Europa dovrebbe, per esempio, agire di comune accordo, così come dovrebbero farlo i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, specialmente l’Italia vista la sua posizione geografica e il suo peso. Ma non vedo, per ora, nessuna azione concreta all’orizzonte, se non parole vuote e un comportamento incoerente. Eppure dovrebbe essere un’esigenza, non negoziabile, dei paesi che condividono le acque del Mediterraneo di avere garantita una navigazione civile e commerciale sicura. Mi preme inoltre sottolineare che il blocco marittimo di Gaza da parte di Israele in corso dal 2008 viola il diritto internazionale.Dato che lei lo insegna, ci può dire se Israele ha violato il Manuale di Sanremo che codifica a livello internazionale le norme applicabili ai conflitti armati in mare, anche nel caso di blocchi navali ? Sì, in tutto e per tutto.L'articolo Il legale che difese la Flotilla del 2010 a Ilfattoquotidiano.it: “Israele va oltre la pirateria, si sente autorizzato a fare ciò che vuole” proviene da Il Fatto Quotidiano.