AGI - L’Iran ha presentato una nuova proposta formale agli Stati Uniti nel tentativo di riavviare i negoziati diplomatici e porre fine al conflitto in corso. L’iniziativa giunge in un momento di estrema tensione e incertezza sulla leadership effettiva a Teheran, con l’amministrazione Trump che mantiene una linea di estrema cautela pur confermando l’esistenza di canali di comunicazione aperti.Secondo l’agenzia di stampa ufficiale Irna, “la Repubblica Islamica ha presentato giovedì sera al Pakistan, mediatore nei colloqui con gli Stati Uniti, il testo della sua ultima proposta”. Sebbene i dettagli tecnici del documento rimangano riservati, il contesto negoziale appare complesso: nei giorni scorsi, la Casa Bianca avrebbe già respinto un precedente tentativo iraniano volto a separare il dossier nucleare dalla rimozione del blocco navale sullo Stretto di Hormuz.La mediazione pakistana e il nodo di HormuzLa Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha ribadito ieri in una nota scritta la volontà di mantenere il controllo sul corridoio marittimo. Tale posizione resta il principale punto di attrito con gli alleati regionali di Washington, i quali temono che qualsiasi accordo possa tradursi in un’egemonia di Teheran sulla rotta petrolifera vitale.La strategia diplomatica di TeheranIl Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha intensificato l’attività diplomatica per consolidare il consenso regionale. Attraverso l’agenzia Tasnim, è stato confermato un fitto giro di consultazioni telefoniche con i partner di Turchia, Egitto, Qatar, Iraq, Arabia Saudita e Azerbaigian.Il fronte europeoSul fronte europeo, Araghchi ha avuto un colloquio con l’Alto rappresentante dell’Ue, Kaja Kallas, con la quale avrebbe “discusso e scambiato opinioni sugli ultimi sviluppi regionali e internazionali”. La Commissione europea ha confermato l’interlocuzione, specificando che il focus si è concentrato sugli “sforzi diplomatici in corso per la riapertura dello Stretto di Hormuz e degli accordi di sicurezza a lungo termine”.La linea della Casa BiancaIl presidente Donald Trump ha descritto i negoziati come un processo in corso, gestito “telefonicamente”, sottolineando come la reazione statunitense dipenderà esclusivamente dall’entità delle restrizioni che Teheran accetterà di imporre al proprio programma nucleare. Trump ha inoltre rivendicato l’esclusività delle informazioni sullo stato dei colloqui, affermando che nessuno, oltre a lui e a una cerchia ristretta, conosce i reali progressi fatti.La posizione ufficiale della Casa BiancaDalla Casa Bianca, la vice portavoce Anna Kelly ha mantenuto il massimo riserbo: “Non forniamo dettagli su conversazioni private. Il presidente Trump ha chiarito che l’Iran non dovrà mai acquisire armi nucleari e i negoziati proseguono per garantire la sicurezza nazionale degli Stati Uniti a breve e lungo termine”.Le condizioni per la treguaFonti iraniane vicine alla CNN indicano che Teheran sarebbe disposta a riprendere i colloqui a condizione che gli Stati Uniti revochino il blocco dei porti nazionali, atto a cui seguirebbe la riapertura completa dello Stretto di Hormuz. Tuttavia, rimane una “profonda sfiducia” verso l’amministrazione americana, acuita dal mancato chiarimento sulle ragioni che hanno portato Washington ad abbandonare l’ultimo round negoziale in Pakistan.