Spari al corteo del 25 aprile, concessi i domiciliari a Eitan Bondì. Perché cade l’accusa di tentato omicidio: «Mi vergogno. Nessun movente politico»

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Eitan Bondì, il ventunenne arrestato dopo aver confessato di aver esploso colpi di pistola ad aria compressa contro due attivisti dell’Anpi durante le celebrazioni del 25 aprile a Roma, lascerà il carcere. Lo ha stabilito il gip della Capitale al termine dell’udienza di convalida, disponendo per il giovane la misura degli arresti domiciliari. Una decisione che arriva insieme a una sostanziale modifica del quadro accusatorio: il giudice ha infatti accolto la richiesta di derubricare l’imputazione originaria di duplice tentato omicidio in tentate lesioni pluriaggravate, pur mantenendo l’aggravante della premeditazione.Il pentimento e la smentita sui legami politiciNel corso dell’udienza svoltasi nel carcere di Regina Coeli, Bondì ha rilasciato dichiarazioni spontanee assistito dai suoi legali, gli avvocati Cesare Gai e Gianluca Tognozzi. Il giovane ha mostrato segni di forte pentimento, cercando di allontanare dal caso ogni possibile lettura ideologica o legame con sigle organizzate. «Mi assumo la responsabilità di questo gesto deplorevole, mi vergogno di quanto ho fatto. Esprimo solidarietà verso le persone ferite e di chi si è sentito offeso dal mio gesto», ha dichiarato il ventunenne davanti al gip. Bondì ha poi voluto chiarire la sua posizione in merito alle indiscrezioni emerse subito dopo il fermo: «Voglio specificare che non faccio parte di nessun gruppo. Non ci sono moventi politici e ideologici dietro il mio gesto: non ho nessun legame con la Brigata Ebraica».La dinamica dell’agguato al parco SchusterI fatti risalgono allo scorso sabato, al termine del corteo per la Liberazione. Rossana Gabrielle e il suo compagno, entrambi militanti dell’Anpi, sono stati raggiunti da piccoli proiettili esplosi da un’arma ad aria compressa mentre si trovavano nei pressi del parco Schuster. Le indagini lampo hanno portato all’identificazione di Bondì il 29 aprile. Durante la perquisizione nella sua abitazione, gli investigatori hanno rinvenuto un piccolo arsenale composto non solo da armi da soft air, come quella utilizzata nell’agguato, ma anche coltelli, proiettili e diversi vessilli israeliani. Nonostante il materiale rinvenuto, la difesa punta sulla natura estemporanea e personale del gesto, tesi che sembra aver trovato un primo parziale accoglimento nella decisione del gip di attenuare la qualificazione giuridica del reato.L'articolo Spari al corteo del 25 aprile, concessi i domiciliari a Eitan Bondì. Perché cade l’accusa di tentato omicidio: «Mi vergogno. Nessun movente politico» proviene da Open.