Ennesima aggressione ai danni di operatori sanitari nella Asl Roma 5.E’ accaduto verso le ore 20 di mercoledì 29 aprile al Pronto soccorso dell’ospedale “Parodi Delfino” di Colleferro.Lo denunciano in una nota congiunta Michela Battisti e Giovanni Cassella, rappresentanti della Delegazione Sindacale CISL FP dell’Ospedale di Colleferro, e Dimitri Cecchinelli, Segretario Territoriale CISL FP ASL Roma 5.Secondo le prime informazioni raccolte dal quotidiano on line Tiburno.Tv, i parenti di una 36enne rom di origine serba hanno scagliato la propria rabbia contro un infermiere di turno e soltanto il tempestivo intervento della Polizia di Stato ha evitato il peggio.L’intervento della Delegazione sindacale CISL FP – ASL ROMA 5“Non c’è nulla da festeggiare in questo Primo Maggio per le donne e gli uomini della ASL Roma 5 – scrivono in una nota congiunta Michela Battisti, Giovanni Cassella e Dimitri Cecchinelli della CISL FP – Mentre le istituzioni celebrano il lavoro, il personale del Pronto Soccorso di Colleferro si trova a medicare le ferite, fisiche e psicologiche, dell’ennesima notte di follia.Solo il tempestivo intervento della Polizia di Stato ha evitato il peggio, ma resta il trauma e l’indignazione per un clima di totale insicurezza.Le Indennità Derivanti dal Rinnovo Contrattuale sono un traguardo importante, ma non bastano più.Come CISL FP rivendichiamo con forza il lavoro fatto per il rinnovo del CCNL 22/24. Ma i soldi in busta paga non possono essere il “prezzo” del rischio di essere malmenati. Le conquiste sindacali servono a valorizzare il professionista, ma non possono e non devono sostituire il dovere dello Stato e dell’Azienda di garantire un ambiente di lavoro sicuro. Nessun aumento economico può giustificare il ritorno a casa con i lividi”.“È inaccettabile che chi lavora in “prima linea” sia, di fatto, abbandonato a se stesso – proseguono i sindacalisti Cisl – Non servono i post di solidarietà il giorno dopo. Serve un tavolo permanente e convinto tra ASL, Regione e Prefettura. La sicurezza deve diventare una voce di investimento strutturale, non una gestione dell’emergenza.Chiediamo un Presidio fisso e tolleranza zero.Chi aggredisce un operatore sanitario aggredisce lo Stato e deve risponderne immediatamente”.Il Primo Maggio ci ricorda che la dignità del lavoro passa per la sicurezza – concludono Battisti, Cassella e Cecchinelli – Lavorare sotto organico e con il timore di essere picchiati non è “servizio pubblico”, è eroismo forzato che non siamo più disposti ad accettare.La CISL FP ASL Roma 5 non resterà a guardare mentre i lavoratori diventano bersagli mobili. Se non riceveremo risposte concrete sulla sicurezza e sulla convocazione di un tavolo istituzionale risolutivo, la mobilitazione sarà inevitabile. La festa del lavoro si onora tutelando chi lavora, non lasciandolo solo in trincea”.L'articolo COLLEFERRO – Infermiere aggredito dai parenti della paziente rom: caos in pronto soccorso proviene da Tiburno Tv.