Sparò all’Anpi, va ai domiciliari. La domanda è: perché il pm l’ha sbattuto in cella?

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Partiamo sempre da una premessa, giusto per non essere accusati di chissà che cosa: colpire con una pistola ad aria compressa due signori che passeggiano per strada, siano essi dell’Anpi in corteo o semplici cittadini che vanno a fare la spesa, è un gesto idiota, sciocco, pericoloso (per gli occhi, soprattutto) e deplorevole. Fine della premessa. Detto questo su questo nostro sito siamo stati i primi a sollevare un ditino per dire che, forse, accusare Eithan Bondi di tentato omicidio, sbattendolo in carcere, era un tantino esagerato. Spropositato. Che messaggio voleva dare la procura, visto e considerato che per episodi simili (vedi i ragazzi in classe che impallinarono una prof) non si è andati oltre la denuncia (e pure la promozione col 9)?Ecco. Infatti oggi, dopo l’udienza di convalida, il Giudice per le indagini preliminari ha fatto ciò che avrebbe dovuto fare il procuratore sin da subito: mandare Eithan ai domiciliari, non dietro le sbarre insieme ad assassini, ladri e stupratori. L’accusa è stata infatti derubricata da duplice tentato omicidio a tentate lesioni pluriaggravate anche dalla premeditazione. Ancora pesante, come accusa. Ma ci può stare molto più dell’ipotesi che uno con dei pallini di plastica volesse ammazzare qualcuno.“Mi assumo la responsabilità di questo gesto deplorevole, mi vergogno di quanto ho fatto. Esprimo solidarietà verso le persone ferite e di chi si è sentito offeso dal mio gesto. Voglio specificare che non faccio parte di nessun gruppo: non ci sono moventi politici e ideologici dietro il mio gesto. Non ho nessun legame con la Brigata Ebraica”, hanno riferito i suoi difensori, gli avvocati Cesare Gai e Gianluca Tognozzi, riguardo alle dichiarazioni spontanee rese al Gip.“Lui non si sa dare una ragione del gesto compiuto. Anche il gip nell’ordinanza evidenzia che si è trattato di un gesto del tutto irrazionale. Non c’è una ragione per quello che è accaduto e non può essere giustificato in alcun modo. Nel corso delle dichiarazioni spontanee ha manifestato un senso reale di resipiscenza”, ha aggiunto il legale. E l’arma? “Già ai poliziotti aveva detto di esserne sbarazzato gettandola in un cassonetto. Lui comunque ha spiegato di non averla modificata o potenziata. Ora saranno necessari accertamenti tecnici per capire la potenzialità della pistola. Anche per la difesa sarebbe importante ritrovarla”.L'articolo Sparò all’Anpi, va ai domiciliari. La domanda è: perché il pm l’ha sbattuto in cella? proviene da Nicolaporro.it.