A meno di 24 ore dall’inizio, il concerto Uno Maggio Libero e Pensante di Taranto assume un’ulteriore valenza oltre a quella già forte e inequivocabile che rappresenta da anni nella difesa dei diritti sociali e del lavoro: 22 barche della Global Sumud Flottilla vengono abbordate dalla Marina israeliana a sud di Creta. Armi in pugno, con gli attivisti costretti a mettersi in ginocchio a quattro zampe. Centinaia di arresti tra cui Andrea Sceresini, del Manifesto. Nelle stesse ore, la raccolta fondi su Kickstarter per coprire le spese di viaggio e alloggio degli artisti che si esibiscono gratuitamente sul palco del Parco Massimo Battista (Parco Archeologico delle Mura Greche) di Taranto ha quasi raggiunto il suo obiettivo.L’appello da Taranto contro le guerre: “Restiamo umani”. “Quest’anno – si legge infatti nella descrizione della campagna – il documento politico parte dall’appello che Vittorio Arrigoni lanciò da Gaza al mondo intero: “Restiamo umani!”. Sullo sfondo, i diritti negati, le guerre, le crisi umanitarie in Palestina, Ucraina, Cuba. Alla sua tredicesima edizione, l’evento che da oltre un decennio porta sul palco musica e impegno civile e ambientale nella città dell’Ilva, promosso dal Comitato Cittadini Liberi e Pensanti, lancia infatti un appello chiaro alla politica: “Deve migliorare le vite, rimuovere le ingiustizie” perché non è più tempo di “fare gli interessi dei potenti”. Un messaggio “che richiama l’urgenza di resistere alle disuguaglianze e alle tensioni del presente, promuovendo diritti, solidarietà e dignità”. Anche attraverso la musica e le parole, portate sul palco dalla direzione artistica firmata da Michele Riondino, Diodato, Roy Paci e Valentina Petrini.Albanese, Montanari e il collegamento dalla Flottilla. Sarà previsto l’intervento della Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel Territorio palestinese Francesca Albanese, quello del rettore dell’Università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari e un collegamento con il giornalista del Fatto Quotidiano, Alessandro Mantovani, che è a bordo della nave Vivi/Sabra della Flottilla ed è riuscito a fuggire a quello che l’organizzazione ha definito un atto di pirateria. “Abbiamo forzato il motore fin quasi a fonderlo, oltre i 2500 giri al minuto, per metterci in salvo correndo verso Creta e le sue acque “europee”- ha raccontato il nostro inviato – . Come aveva indicato l’organizzazione della Global Sumud Flotilla quando è apparso chiaro che volevano intercettare il maggior numero possibile barche, non solo intimidire”.Lavoro e giustizia sociale. “La prima volta che sono salita sul palco dell’Uno Maggio Taranto avevo 33 anni – scrive la giornalista Valentina Petrini – Oggi ci torno a 46, nelle vesti di direttrice artistica. In mezzo ci sono tredici anni di piazza, musica, memoria. Tredici anni in cui Taranto ha continuato a chiedere verità e giustizia, ricordandoci che il lavoro non può mai diventare un ricatto tra salario e salute”. Sul palco saliramnno, tra gli altri, Maria Teresa Daprile, vedova dell’operaio Claudio Salamida, morto in un incidente nell’acciaieria di Taranto lo scorso 12 gennaio ma si alterneranno anche le voci di Amnesty International e di Emergency, dei No Tav e di Recommon, il racconto dell’Iran dell’attivista Sadra Valizadeh e di Parisa Nazari e la lotta per la palestina di Omar Barghouti, attivista palestinese, saggista e difensore dei diritti umani, noto come cofondatore del movimento Boycott, Divestment and Sanctions (BDS), che promuove campagne economiche, accademiche e culturali contro Israele.Brunori, Subsonica e Giorgio Poi. La musica sarà il traino, che unisce e supera ogni confine. decine di artisti si alterneranno durante tutta la giornata, tra cui Subsonica, Brunori Sas, Margherita Vicario, Gemitaiz, Marco Castello e Giorgio Poi. E ancora: Sii! boom! voilá!, Canta fino a dieci Rossana De Pace, Catu Diosis, Cigno, Don Ciccio, Fido Guido, Mama Marjas, Madkid, Moddi e Rekkiabilly. “Anche quest’anno – ha spiegato Diodato – la musica farà da amplificatore a concetti che ci teniamo risuonino da questo palco”.L'articolo Concerto del 1° maggio a Taranto, l’appello contro le guerre e i diritti negati: “Restiamo umani” proviene da Il Fatto Quotidiano.