Si è dimessa la Giuria internazionale della 61/a Esposizione internazionale d’Arte, al via il 9 maggio, composta da Solange Farkas (presidente), Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma, Giovanna Zapperi. Lo comunica una nota della Biennale di Venezia, all’indomani della visita degli ispettori del ministero della Cultura. Di male in peggio: tutte le fratture della BiennaleQuesto è l’ultimo capitolo di un’edizione tumultuosa ancora prima della sua apertura ufficiale per il 9 maggio. Recentemente la giuria internazionale aveva deciso di non assegnare premi ad artisti legati a Paesi i cui leader sono accusati di crimini internazionali, misura che riguarda in particolare Russia e Israele. Il Ministero della Cultura italiano ha inviato ispettori per verificare la situazione, soprattutto sul padiglione russo, la cui presenza viene criticata da altri paesi europei. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che aveva manifestato più volte contrarietà alla presenza russa, sarà assente non solo all’inaugurazione anche anche alle giornate di pre-apertura. Non succedeva da 20 anni. La mossa è arrivata dopo che il presidente della Fondazione, Pietrangelo Buttafuoco, aveva definito l’ente culturale come una sorta di «Onu dell’arte», da cui «non si può escludere nessuna nazione», inclusi Paesi come Russia e Israele. Nelle scorse settimane l’Unione Europea aveva minacciato di ritirare finanziamenti se la partecipazione attiva di Mosca fosse stata confermata. (in aggiornamento)L'articolo Terremoto Biennale: si dimette la Giuria internazionale proviene da Open.