Il comandante della missione Artemis II, Reid Wiseman, non ha annunciato alcuna conversione al cristianesimo. Alcune condivisioni virali su Facebook gli attribuiscono un virgolettato in cui dichiarerebbe che «non c’è altra spiegazione» per ciò che ha visto sulla Luna, citando un pianto davanti alla croce una volta tornato a Terra. In realtà, si tratta di una manipolazione di una sua risposta durante una conferenza stampa, dove Wiseman ha anzi ribadito di non essere una persona religiosa.Per chi ha fretta:Circolano post sui social che sostengono la conversione dell’astronauta Reid Wiseman dall’ateismo al cristianesimo.La fonte citata è una conferenza stampa dopo il rientro della missione Artemis II.Wiseman ha effettivamente parlato di un momento di commozione nel vedere la croce sul colletto di un cappellano, ma lo ha fatto premettendo: «Non sono proprio una persona religiosa».Non esistono prove né dichiarazioni che confermino la sua conversione o il suo presunto ateismo precedente.Il contestoLe condivisioni social riportano una foto dell’astronauta accompagnata da una didascalia netta: «L’astronauta ateo Artemis II Reid Wiseman dice di essersi CONVERTITO al cristianesimo dopo il suo viaggio sulla luna». Il post riporta anche questo virgolettato: «Non c’è altra spiegazione per ciò che ho visto e vissuto. Quando siamo atterrati sulla terra, ho visto la croce e ho pianto.»Cosa ha detto davvero WisemanCome già spiegato dalla collega Aleksandra Wrona per Snopes, la narrazione nasce dalla distorsione di un passaggio della conferenza stampa tenuta dagli astronauti dopo il ritorno a Terra. Alla domanda se il viaggio avesse cambiato la sua coscienza o sensibilità, Wiseman ha risposto descrivendo il forte impatto emotivo del rientro e del recupero. Tuttavia, le sue parole esatte smentiscono la tesi della conversione:«Non sono proprio una persona religiosa», ha spiegato Wiseman, aggiungendo poi il dettaglio del cappellano per descrivere l’intensità del momento: «Quando arrivò il cappellano, vidi la croce sul colletto del cappellano e scoppiai in lacrime».Il riferimento alla croce non era dunque una testimonianza di fede ritrovata, ma la descrizione di come un simbolo familiare e il contatto umano abbiano scatenato una reazione emotiva dopo lo stress e l’isolamento della missione spaziale. Inoltre, non risultano dichiarazioni pubbliche in cui Wiseman si sia mai definito “ateo”, etichetta usata dai post social per enfatizzare il presunto “cambiamento”.ConclusioniLe parole di Reid Wiseman sono state estrapolate dal contesto per costruire una narrazione religiosa inesistente. L’astronauta ha usato un riferimento visivo (la croce sul colletto di un ufficiale) per spiegare il suo stato emotivo al momento dell’atterraggio, dopo aver esplicitamente dichiarato di non essere religioso.Questo articolo contribuisce a un progetto di Meta per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Meta.L'articolo La bufala dell’astronauta Reid Wiseman convertito al cristianesimo dopo la missione Artemis II proviene da Open.