Biennale di Venezia, la giuria si è dimessa in blocco. La premiazione spostata a novembre e decideranno i visitatori

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Si è dimessa in blocco la giuria internazionale della Biennale di Venezia, a pochi giorni dall’apertura ufficiale prevista per il 9 maggio. A lasciare l’incarico sono Solange Farkas, presidente, insieme ai membri Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi. La notizia, diffusa con una nota ufficiale della Fondazione, arriva all’indomani della visita degli ispettori inviati dal ministero della Cultura, segnando un ulteriore punto di rottura in una vicenda già altamente tesa. Solo il giorno prima, infatti, la Biennale era finita sotto la lente del ministero guidato da Alessandro Giuli, con l’invio di funzionari a Cà Giustinian per acquisire documentazione e chiarire alcuni passaggi legati all’organizzazione dell’edizione 2026. Al centro delle verifiche, in particolare, la gestione del contestato ritorno della Russia alla rassegna e le decisioni assunte dalla giuria internazionale. La giuria aveva scelto di escludere dai premi i padiglioni di Russia e Israele, motivando la decisione con il fatto che i rispettivi Paesi sono guidati da leader “accusati di crimini contro l’umanità”.L’ente ha deciso quindi che la premiazione si terrà domenica 22 novembre, ultimo giorno di apertura ai visitatori, come avvenuto in precedenza per altre situazioni eccezionali (edizione 2021 della Mostra Internazionale di Architettura, a causa del Covid). La Biennale ha deciso di istituire due Leoni dei Visitatori da attribuire: al miglior partecipante e uno alla migliore Partecipazione Nazionale. In una nota si spiega che potranno votare i Leoni dei Visitatori i titolari di biglietto che avranno visitato le due sedi di mostra. La visita delle due sedi sarà comprovata dal tracciamento effettuato dal sistema di biglietteria. Il titolare del biglietto potrà esprimere un solo voto per ciascuno dei due premi, in un’unica sessione.I collettivi di artisti verranno identificati come singoli partecipanti, come da lista partecipanti mostra In Minor Keys. Al Leone dei Visitatori per la migliore Partecipazione Nazionale concorrono tutte le Partecipazioni Nazionali presenti alla 61. Esposizione, come da lista ufficiale, seguendo il principio di inclusione e di parità di trattamento tra tutti i partecipanti. “Ciò in coerenza con lo spirito fondativo della Biennale stessa basato sull’apertura, sul dialogo e sul rifiuto di ogni forma di chiusura e censura. La Biennale vuole e si conferma luogo della tregua in nome dell’arte, della cultura e della libertà artistica“.Il casoI funzionari del ministero erano stati incaricati di svolgere verifiche approfondite sulla gestione complessiva dell’evento, presieduto da Pietrangelo Buttafuoco. Tra i documenti acquisiti figurano anche le comunicazioni interne tra il presidente, il direttore generale Andrea Del Mercato e la commissaria del padiglione russo Anastasia Karneeva. Dalle carte emergerebbe che il ritorno della Russia era stato pianificato già dall’estate 2025, con contatti operativi considerati dalla Fondazione come normali interlocuzioni procedurali. La partecipazione russa sarebbe stata confermata all’inizio dell’anno con il progetto espositivo “The tree is rooted in the sky”, mentre già a novembre erano state segnalate difficoltà burocratiche legate ai visti per il curatore Petr Musoev, con richiesta di supporto per ottenere una lettera d’invito ufficiale.Nonostante la Biennale abbia già trasmesso al ministero tutta la documentazione relativa ai rapporti con le autorità di Mosca – senza che emergessero violazioni del regime sanzionatorio in vigore dopo l’invasione dell’Ucraina – il caso ha assunto rapidamente una dimensione politica. La tensione si è trasformata in uno scontro istituzionale tra il ministro Giuli e Buttafuoco, arrivando a coinvolgere anche le istituzioni europee: la Commissione Ue avrebbe avviato l’iter per valutare un possibile taglio dei finanziamenti all’ente lagunare proprio in relazione alla riapertura del padiglione russo. Nel frattempo, il ministro aveva annunciato che non parteciperà alla cerimonia inaugurale, segnando una presa di distanza netta. Un gesto che evidenzia la profondità della frattura istituzionale in atto. A tentare una mediazione è intervenuto il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia, che ha auspicato un riavvicinamento: “Mi auguro ancora che il ministro Giuli e il presidente Buttafuoco possano darsi la mano durante gli eventi di Biennale. Sarebbe il segnale migliore: le istituzioni che dialogano”.L'articolo Biennale di Venezia, la giuria si è dimessa in blocco. La premiazione spostata a novembre e decideranno i visitatori proviene da Il Fatto Quotidiano.