In apparenza ci sono le posizioni, distanti, sull’Iran. Ma andando a leggere in filigrana i temi interconnessi, le nuove sfide della geopolitica energetica e le prospettive politiche che si stanno sviluppando a cavallo fra due guerra, Stat Uniti e Germania raccontano molto di più delle schermaglie verbali fra Trump e Merz. Il momento complessivo è caratterizzato essenzialmente da tre fronti, complessi ma in qualche misura interconnessi: quello bellico relativo alle iniziative militari americane a Hormuz e in seno alla Nato, quello politico che tocca il futuro delle relazioni tra Ue e Usa, e quello energetico per via di vecchie questioni (Nord Stream) e nuove (crisi nello stretto).Il fronte militare e la NatoDonald Trump ha minacciato di ridurre il contingente di truppe statunitensi in Germania, parole che giungono pochi giorni dopo che il cancelliere tedesco Friedrich Merz aveva dichiarato che gli Stati Uniti venivano “umiliati” dalla leadership iraniana. Certamente c’è un aspetto dialettico che impatta sulla cronologia delle dichiarazioni, ma ad esempio sulla bontà dell’intervento in Iran, Berlino (assieme a Londra) si è mostrata subito scettica per via delle conseguenze su larga scala di quel conflitto, come dimostrano i dati sciorinati ieri dal presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen (l’Ue perde 500 milioni al giorno a causa della guerra). Al momento i numeri dicono che gli Stati Uniti dispongono di più forze in Germania che in qualsiasi altro paese d’Europa, circa 36.000 militari in servizio attivo compreso il personale di stanza a Ramstein, che ha la palma della più grande base aerea statunitense all’estero. Dietro la Germania in questa speciale classifica, si posizionano il Regno Unito e l’Italia.La politica e la geopoliticaLa Germania vuole contare di più. In questo senso va letto l’interesse tedesco per ottenere un seggio nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, come più volte spiegato dal ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul secondo cui la diplomazia è ancora importante e determinante. Il ministro è stato incaricato dal cancelliere di riportare la Germania a quel tavolo fino al 2028, dopo che l’ex Germania Ovest era stata membro non permanente del Consiglio di Sicurezza per sei volte (e l’ex Germania Est una volta). Anche in un’ottica di ridefinizione dei pesi e dei contrappesi tra le due sponde dell’Atlantico (e non solo), la Germania starebbe immaginando di dare sostegno alla richiesta dell’Unione Africana di due seggi permanenti nel Consiglio di Sicurezza. Dunque all’orizzonte si staglia un ampio piano di riforme delle Nazioni Unite, che vedrebbero anche un segnale da parte del Vecchio continente. E non è escluso che qualche altra forza extra Ue possa non vedere di buon occhio le mire tedesche (e quindi europee).Il dossier energeticoI numeri tedeschi sono difficili: l’inflazione si è confermata al 2,7% a marzo, un aumento trainato dai prezzi dell’energia nel contesto della guerra con l’Iran, mentre l’indice dei prezzi al consumo è al livello più alto da gennaio 2024, a causa dell’impennata dei prezzi di carburante e olio combustibile dovuta alla guerra con l’Iran. I prezzi dell’energia sono aumentati del 7,2% segnando il primo incremento annuale dalla fine del 2023, con i prezzi dei carburanti per autotrazione in crescita del 20% e quelli del gasolio da riscaldamento del 44,4%. In sostanza la guerra con l’Iran sta spingendo la Germania verso un’altra crisi energetica e il cancelliere Merz lo sa molto bene. Per cui sta tornando di attualità nel dibattito internazionale il tema legato al gasdotto Nord Stream 2 che quando fu sabotato, nel 2022, in pochi credevano che avrebbe mai più trasportato gas in Europa. Eppure, silenziosamente, questa infrastruttura sta tornando in auge. Ma mentre il gasdotto Nord Stream 2 non è mai entrato in funzione, il Nord Stream 1, invece, ha trasportato quasi 60 miliardi di metri cubi nel 2021.Berlino segue Roma?Infine una riflessione apparsa sul New York Times, secondo cui Usa Merz segue Meloni e Starmer, ovvero è finita la pazienza con Trump (Nyt): dopo aver fatto “quasi tutto quello che gli chiedeva il presidente”, Merz ha finito per “attirare l’ira di Trump, dicendo ad alta voce quello che pensa davvero”, come fatto dalla presidente del Consiglio italiano e dal primo ministro del Regno Unito.Il cancelliere ha definendo la gestione americana “quantomeno mal ponderata”. La ragione per cui Trump ha scritto sul suo social che “il cancelliere tedesco dovrebbe occuparsi della guerra tra Ucraina e Russia (in cui è stato del tutto inefficace) e a sistemare il suo Paese in rovina, in particolare per quanto riguarda immigrazione ed Energia, e meno tempo a interferire con coloro che stanno eliminando la minaccia nucleare iraniana, rendendo così il Mondo, inclusa la Germania, un luogo più sicuro!”.