Skincare che ossessione, ma i giovanissimi rischiano la pelle

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Una volta le bambine giocavano con rossetti e profumi di mamma, ora è la skincare ad andare forte tra i giovanissimi italiani, che affollano profumerie e centri commerciali in cerca dell’ultimo prodotto pubblicizzato sui social dall’amato influencer. Ma attenzione: “L’uso improprio di cosmetici complessi su pelli giovani espone a rischi clinici significativi come irritazioni, dermatiti allergiche da contatto e fotosensibilità”, ricorda a LaSalute di LaPresse la farmacista cosmetologa Myriam Mazza.Una pelle più delicata richiede prodotti ad hocDa dove arriva questa preoccupazione? In età pediatrica e preadolescenziale “la barriera cutanea è meno strutturata, lo strato della cute è più sottile e la permeabilità è maggiore, portando a una più elevata suscettibilità all’assorbimento di sostanze sensibilizzanti. Questa condizione può causare l’assottigliamento della pelle e la comparsa di acne indotta in sedi atipiche a causa dell’uso di prodotti occlusivi”, risponde la specialista. E con lo sviluppo arrivano altri problemi.Nell’adolescenza “la pelle diventa un microcosmo in evoluzione dove gli squilibri ormonali, specialmente l’aumento degli androgeni, stimolano le ghiandole sebacee causando l’insorgenza dell’acne volgare. Oltre ai danni fisici – ragiona Mazza – c’è poi il rischio che la skincare si trasformi in ossessione, alimentando insicurezze profonde fin dall’infanzia”.Quando la skincare diventa una maniaIl fenomeno, già segnalato dagli specialisti, coinvolge prevalentemente la fascia della preadolescenza e dell’infanzia, “con bambine di nove o dieci anni, che richiedono prodotti di bellezza. Il mercato è in netta espansione: nel 2024 il settore ha raggiunto un valore di 250 milioni di dollari, con una previsione di 380 milioni entro il 2028. Questa tendenza spinge verso età sempre più precoci, con brand come quello dell’attrice Shay Mitchell che propone maschere in tessuto per bambini dai tre o quattro anni, nonostante le polemiche di chi ritiene che ai bambini serva solo protezione solare e idratante”, ricorda Mazza.Gli errori da evitare e le sirene sui socialPer la cosmetologa l’errore fondamentale consiste “nell’adottare a queste età routine per pelli mature con retinoidi o acidi esfolianti, del tutto inutili e potenzialmente dannosi per i giovani. Molte di queste routine poi trascurano la protezione solare, che insieme a un detergente delicato rappresenta l’unico trattamento realmente necessario”. C’è poi il fatto che molti adolescenti si rivolgono da sole alla farmacia, influenzati dalle tendenze del web. Un problema che Mazza conosce bene.“Come farmacista nella mia quotidianità devo saper discernere tra informazione scientifica e ‘consiglio dell’influencer’, considerando che l’acne colpisce circa l’85% degli adolescenti, ma non è l’unica problematica. Patologie come la psoriasi, con una prevalenza pediatrica tra lo 0,1% e l’1,37%, o le dermatiti da contatto richiedono un approccio olistico che spazi dall’igiene orale alla dermocosmesi intima”.Myriam Mazza non ha dubbi. “L’effetto TikTok e i video ‘Get ready with me’ sono i motori centrali di questa tendenza alla skincare precoce, poiché promuovono ideali di pelle irreale tramite filtri e spingono i giovani a cercare prodotti per sentirsi integrati nel gruppo dei coetanei”. Ma qualcosa si sta muovendo. “L’Antitrust in Italia ha avviato indagini su importanti catene di negozi che vendono cosmetici per il sospetto di marketing occulto, accusandole di aver utilizzato micro-influencer giovanissime per esortare i coetanei all’acquisto compulsivo di cosmetici non destinati a loro”, ricorda Mazza. In questo scenario “l’empatia diventa la competenza più preziosa per i professionisti della salute: ascoltare le preoccupazioni dei ragazzi e interloquire con i genitori è fondamentale per guidare questa generazione verso una sana consapevolezza della propria salute cutanea”, conclude la cosmetologa.Questo articolo Skincare che ossessione, ma i giovanissimi rischiano la pelle proviene da LaPresse