Tivoli ha un nuovo impianto di telefonia.In via delle Piagge sono iniziati i lavori per l’installazione di un impianto di telecomunicazioni multigestore della “INWIT Spa”, la prima Tower Company per quota di mercato delle torri di telecomunicazione in Italia e la più grande società di infrastrutture wireless. L’impianto 5G della Società INWIT S.P.A. in via delle Piagge Installato in ottemperanza al Bando pubblico PNNR Italia 5G, il traliccio alto 34 metri ospiterà gli impianti del gestore Vodafone.L’iter burocratico era iniziato il 30 giugno 2025, quando la Società INWIT S.P.A. ha presentato tramite il portale SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) del Comune di Tivoli istanza per la realizzazione dell’impianto di telecomunicazioni multigestore in via delle Piagge. Il dirigente alle Attività produttive del Comune di Tivoli Riccardo Rapalli L’8 luglio 2025 a informare i cittadini con un avviso pubblicato sul sito del Comune era stato il dirigente alle Attività produttive Riccardo Rapalli che ha successivamente convocato per il 17 novembre 2025 una Conferenza di Servizi decisoria in forma semplificata e asincrona conclusa positivamente.Con la determina numero 3511 firmata il 3 dicembre 2025 il dirigente Riccardo Rapalli ha infatti preso atto della mancata espressione del parere sul progetto dell’antenna 5G in via delle Piagge e della mancata partecipazione alla Conferenza dei Servizi decisoria del 17 novembre 2025 da parte della Soprintendenza Speciale per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma e la Provincia di Rieti.Mancata partecipazione e mancata espressione del parere sono state considerate dal dirigente Rapalli come un silenzio assenso, un istituto di semplificazione amministrativa per cui l’inerzia della Pubblica Amministrazione, decorso un termine prestabilito di 90 giorni, equivale ad accoglimento dell’istanza del privato e consente di ottenere autorizzazioni senza un provvedimento espresso.Vale la pena evidenziare che col silenzio-assenso Inwit ha avuto il via libera per installare due tralicci anche a Marco Simone e a Colleverde, quartieri residenziali di Guidonia Montecelio. La Stazione Radio Base installata da Inwit in via Montebello a Colleverde di Guidonia Una Stazione Radio Base è stata realizzata tre settimane fa in un terreno privato in via Montebello a Colleverde di Guidonia (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).Nel 2025 il Comune di Guidonia Montecelio ha invece rilasciato un provvedimento autorizzatorio tacito per un’altra Stazione Radio Base per la telefonia mobile di “Inwit”in un terreno tra Via Eutropio e Via Caio Plinio Secondo, a Marco Simone. L’antenna di telefonia installata all’incrocio tra Via Eutropio e Via Caio Plinio Secondo a Guidonia In quel caso un gruppo di cittadini ha presentato ricorso al Tar del Lazio che lo scorso 17 aprile con la sentenza numero 6976 – CLICCA E LEGGI LA SENTENZA – ha annullato l’autorizzazione rilasciata col “silenzio-assenso” (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).I giudici hanno evidenziato il parere negativo espresso sempre dall’Ufficio Urbanistica rispetto alla localizzazione della stazione radio base nel terreno di Via Caio Plinio Secondo sulla base del cosiddetto “regolamento antenne” approvato nel 2006, in cui erano stati individuati i siti preferenziali ove posizionare gli impianti.Ma nonostante il parere negativo il Suap era rimasto inerte e il silenzio assenso si era perfezionato.Secondo i giudici amministrativi, è evidente che in presenza di un argomentato parere negativo basato sulla localizzazione dell’impianto, “l’amministrazione comunale avrebbe dovuto dar conto – non necessariamente nell’atto conclusivo, suscettibile anche di formazione per silentium, ma quantomeno in atti endo-procedimentali propri della fase istruttoria – delle ragioni per cui ha inteso superare i rilievi critici evidenziati dall’altro organo coinvolto nella conferenza di servizi (nel caso di specie peraltro facente parte della stessa amministrazione)”.“Non può ammettersi – conclude la sentenza del Tar – nell’ottica del rispetto del generale principio di ragionevolezza che informa l’ordinamento del diritto pubblico, che l’unica esternazione linguistica dell’ente procedente sul merito dell’autorizzazione risieda in un parere negativo reso da un suo organo e, tuttavia, il procedimento si concluda con esito positivo senza necessità di altra attività istruttoria o di specifiche spiegazioni”.L'articolo TIVOLI – Via libera al traliccio 5G col silenzio assenso della Soprintendenza proviene da Tiburno Tv.