A Milano un festival per ripensare la città favorendo la Vita indipendente

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Il 5 maggio si celebra la Giornata Europea della Vita Indipendente, tema riferito alle persone con disabilità di grande interesse e attualità; l’art.19 della Convenzione ONU sancisce il diritto delle stesse di vivere in modo indipendente, essere parte attiva della società e poter scegliere liberamente della propria vita: come, dove e con chi vivere; d’altro canto è il cruccio di moltissimi genitori di figli disabili legato alla grave problematica del “Dopo di Noi”.Proprio per l’importanza della tematica, la Fondazione Idea Vita, organizzazione creata da genitori di figli con disabilità, in collaborazione con altre associazioni di familiari, persone con disabilità e con la partecipazione dell’assessore al Welfare, Lamberto Bertolè, e altri esponenti del Comune di Milano, ha promosso il Festival della Vita Indipendente. Il Festival è concepito come uno spazio di incontro per conoscersi e condividere storie e esperienze più disparate, come le difficoltà a muoversi in carrozzina sui marciapiedi ostruiti dalle auto parcheggiate, o imparare alcune frasi nella Lingua dei Segni (LIS) per essere in grado di comunicare con le persone sorde; pertanto, sarà l’occasione di riflessione e confronto per promuovere una vera partecipazione alla vita sociale delle persone con disabilità.L’evento, in programma il 4 e 5 maggio alla Fabbrica del Vapore di Milano, ha lo scopo di far rispettare il diritto della vita indipendente dei cittadini con disabilità, prendendo spunto dal  festival “Prima Persona Plurale”, organizzato lo scorso anno a Torino dalla Fondazione Time2,  consapevoli che la conquista dei diritti delle persone con disabilità è il frutto di un impegno collettivo.Nelle due giornate  sarà data una particolare attenzione al linguaggio, inteso come strumento per cambiare la mentalità (modo di pensare); l’utilizzo corretto delle parole è il primo passo per modificare la percezione della realtà.  Questo cambio di paradigma presuppone la messa in pratica di alcune leggi vigenti, in particolare quelle ritenute i  pilastri normativi della Convenzione ONU, come la Legge Regionale 25/2022 sul diritto alla Vita Indipendente e all’inclusione; la Legge 112/2016 sul Dopo di noi; la Legge 227/2024 riguardante disposizioni sulla disabilità; la determina 6396/24 del Comune di Milano sugli stanziamenti per interventi di tipo residenziali destinati a persone con disabilità.“In questi anni abbiamo capito che, come per tutti, avere la possibilità di progettare la propria vita vuol dire affermare la cittadinanza che è esattamente l’opposto della segregazione – dichiara Lella Manzoni, mamma e vicepresidente della Fondazione Idea Vita – per arrivarci non dobbiamo accontentarci; “jamais content” diceva Alfredo Anderloni, un primo fondatore della nostra fondazione. Dobbiamo farci promotori della qualità di vita dei nostri figli, farci sentire portando le nostre idee affinché ognuno trovi il suo posto, la sua indipendenza, un posto scelto anche nel Dopo di noi in questa città, in questo mondo”.Altra finalità del Festival sarà ribadire la necessità di un modello di città fondato sul rispetto e sulla relazione che favorisca la partecipazione attiva di tutti; e l’abolizione dei “non luoghi”, privi di identità e inclusione. Lo scopo è la creazione di una città attenta, affinché tutte le persone, comprese quelle con disabilità, possano decidere sui loro più importanti diritti, riguardanti l’istruzione, il lavoro, le proprie passioni e il tempo libero. L’impegno è creare un tessuto urbano dove le fragilità umane e le risorse della comunità si intrecciano in un legame costruttivo.Quello che veramente caratterizzerà il “Festival della Vita Indipendente” saranno gli “spazi di incontro”,  concepiti come luoghi di esperienze animati da storie personali, raccontati da protagonisti, capaci di generare una nuova cultura, arricchendo la conoscenza collettiva, stimolando il dibattito politico e  spingendo a ripensare all’organizzazione dei servizi delle città stessa.