Le nuove rivelazioni su MKUltra, il programma di controllo mentale della Cia

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Una decina di giorni fa su Spygames abbiamo parlato di MKUltra, un programma della Cia finalizzato allo sviluppo di tecniche di controllo della mente e interrogatorio “potenziato”. Evoluzione e l’espansione di progetti precedenti come Bluebird (1950) e Artichoke (1951), MKUltra prevedeva esperimenti con droghe psicoattive (soprattutto Lsd), ipnosi, elettroshock, privazione sensoriale e altre forme di manipolazione psicologica, spesso condotte su soggetti ignari e si concretizzò in circa 150 sotto-progetti che coinvolsero oltre 80 istituzioni tra università, ospedali e carceri.Alcuni giorni fa, a seguito di ulteriori declassificazioni operate dalla Cia, sono emersi per la prima volta ulteriori dettagli, inediti e brutali, dei progetti portati avanti nel quadro di MKUltra. La maggior parte della documentazione del programma fu distrutta nel 1973 per ordine del direttore Richard Helms. Tuttavia, nuovi faldoni recuperati attraverso richieste Foia (Freedom of information act) hanno confermato che la Guerra di Corea fu un vero “laboratorio a cielo aperto” in cui prigionieri di guerra furono sistematicamente impiegati “cavie umane” per testare tecniche di interrogatorio estremo, droghe psicotrope e metodi di tortura psicologica.I documenti descrivono esperimenti condotti in centri di detenzione segreti in Giappone e Corea del Sud. Ai prigionieri (sia soldati nemici che, in alcuni casi, soggetti sospettati di collaborazionismo) venivano somministrate massicce dosi di Lsd, eroina e barbiturici in combinazioni letali. L’obiettivo non era solo l’estrazione di informazioni, ma la completa “tabula rasa” della personalità del soggetto per ricostruirla a piacimento. Tra le tecniche impiegate con particolare frequenza risultano documentate la privazione sensoriale prolungata (i soggetti venivano isolati per settimane in celle buie per indurre psicosi), l’elettroshock post-farmacologico (uso di scariche elettriche subito dopo la somministrazione di droghe per verificare se il trauma potesse accelerare la “rottura” mentale), e l’ipnosi coercitiva (ovvero tentativi di indurre comportamenti post-ipnotici, come il compimento di atti violenti contro la propria volontà).Questa sintesi evidenzia come la ricerca della “verità” attraverso la manipolazione chimica e mentale sia rimasta una costante oscura nella strategia della Guerra Fredda, lasciando dietro di sé una scia di vite distrutte e violazioni dei diritti umani ancora oggi non del tutto sanzionate.Per molti anni Bluebird, Artichoke e, successivamente, MK-Ultra, sono stati definiti aberrazioni, ma quasi necessarie, inevitabili alla luce delle tecniche impiegate dal nemico comunista in quegli anni ovvero il famoso lavaggio del cervello che si affermava nordcoreani, cinesi e sovietici operassero sui prigionieri di guerra Usa. La documentazione oggi disponibile ci racconta una storia diversa, una storia simile a quella delle torture e abusi della base di Abu-Grahib durante la guerra in Iraq, una storia di abuso, illegalità, de-umanizzazione e rimozione di limiti etici.