A 19 dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso del delitto di Garlasco continua a muoversi su un doppio binario giudiziario e umano, quello che oggi vede contrapposti — o forse intrecciati — i destini di Alberto Stasi e Andrea Sempio. Il primo condannato in via definitiva “oltre ogni ragionevole dubbio” come da sentenza della Cassazione, il secondo indicato – nelle indagini preliminari della procura di Pavia – come il killer che la colpì perché respinto. Due figure profondamente diverse, accomunate però dall’essere finite al centro di uno dei più controversi procedimenti penali italiani.Stasi aveva 24 anni quando, il 13 agosto 2007, chiamò i soccorsi al 118 denunciando la morte della fidanzata nella villetta di via Pascoli. Una telefonata subito finita nel mirino degli inquirenti e poi analizzata durante il processo bis. “Mi serve un’ambulanza in via Giovanni Pascoli a Garlasco… E credo che abbiano ucciso una persona, ma non sono sicuro… forse è viva… “, il giovane che c’è sangue dappertutto e che è la sua fidanzata. Studente della Università Bocconi, impegnato nella tesi di laurea dopo un periodo all’estero, è stato al centro di un lungo iter processuale fatto di assoluzioni e condanne, fino alla sentenza definitiva a 16 anni. Da dicembre 2015 è detenuto, pur avendo sempre proclamato la propria innocenza. Negli ultimi anni ha ottenuto benefici progressivi: prima il lavoro esterno come contabile, poi – nel 2024 – la semilibertà. A breve potrebbe accedere anche all’affidamento in prova ai servizi sociali, ultimo passo verso la fine della pena.Sempio, oggi 38enne, rappresenta invece il volto più recente dell’inchiesta. Amico del fratello della vittima, frequentava la casa dei Poggi e quel computer su cui, all’epoca, giocava con Marco. Già indagato e archiviato nove anni fa, è tornato sotto la lente degli inquirenti con una nuova indagine che lo ha profondamente segnato anche sul piano personale. Ha lasciato il lavoro in un negozio di telefonia e si trova ora ad affrontare un futuro incerto. “Mi aspetto un rinvio a giudizio”, ha dichiarato pubblicamente, mostrando una rassegnazione che accompagna il peso di una vicenda che si è riaperta improvvisamente.Il confronto tra i due si gioca oggi anche sul piano giudiziario. La nuova ipotesi investigativa della Procura di Pavia, infatti, individua in Sempio l’unico responsabile dell’omicidio, un cambio di prospettiva che – se confermato – potrebbe avere conseguenze dirette sulla posizione di Stasi. Non a caso la sua difesa ha già annunciato l’intenzione di valutare una richiesta di revisione del processo, alla luce degli sviluppi più recenti. Due traiettorie opposte: Stasi, ormai prossimo alla fine del percorso detentivo ma ancora in attesa di un possibile ribaltamento della verità giudiziaria; Sempio, invece, all’inizio di una nuova fase processuale che potrebbe condurlo a un rinvio a giudizio. Attorno a loro resta il dolore della famiglia Poggi. I genitori, Giuseppe e Rita, continuano a vivere nella casa dove si consumò il delitto. Il fratello Marco ha scelto di allontanarsi, trasferendosi in Veneto, mentre negli anni il caso ha coinvolto una cerchia più ampia di parenti e conoscenti, mai indagati ma finiti sotto i riflettori mediatici, in alcuni casi con toni da intrattenimento e alla ricerca di presunte verità che non hanno raggiunto neanche la soglia di un Tribunale.L'articolo Delitto di Garlasco, i profili di Stasi e Sempio: il condannato e il nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi proviene da Il Fatto Quotidiano.