Con questo post intendo iniziare a scrivere – attraverso questo blog – di libri perché credo ancora nel “potere” della letteratura che sa cambiare la vita delle persone con una frase, che ha il dono di essere tramandata quando sa essere buona. Allo stesso tempo un libro può essere afono, può non dire nulla, rovinare una giornata o essere peggio ancora senza sapore.***Buono. Il titolo potrebbe trarre in inganno e far pensare ad un libro melenso ma l’autrice, Antonella Viola, è la garanzia che si tratti di un testo divulgativo e allo stesso tempo interessante, curioso, ricco di informazioni. Parlami d’amore. Un viaggio scientifico nel desiderio, nella passione, nei legami (Feltrinelli) raccoglie pagine che sono essenziali per comprenderci, per esplorare le nostre emozioni, senza sentirsi sul lettino dello psicoterapeuta ma andando al principio dell’essere umano.Il percorso che compie la nota scienziata (senza negare nei ringraziamenti la collaborazione con il genetista Guido Barbujani) parte dalla storia dell’evoluzione del piacere per arrivare ad analizzare cosa accade al cervello quando si innamora fino ad ampliare la visione sulla società: “Le religioni – scrive Viola – e le leggi hanno contribuito a consolidare la monogamia come strategia riproduttiva e relazionale prevalente, fino ai giorni nostri”. Anche Viola affronta la teoria dell’attaccamento – come fanno molti psicologi – ma aggiunge un dato per nulla scontato: “L’infanzia può lasciare – scrive – un’impronta significativa ma non rappresenta una sentenza definitiva. Le persone cambiano, crescono, si adattano. E in questo risiede forse uno degli aspetti più affascinanti della nostra natura: la capacità di riscrivere i nostri schemi relazionali, costruendo nuove basi per l’amore e per la connessione umana”.Cattivo. Questo libro è la dimostrazione che non tutte le ciambelle vengono con il buco. Polo nord. Storia di un’ossessione di Erlink Kagge, straordinario esploratore, alpinista e scrittore norvegese, arriva dopo tre libri tradotti in Italia sempre da Einaudi che sono dei capolavori: Il silenzio; Camminare e Tutto quello che non ho imparato a scuola. Nel momento in cui la Groenlandia è diventata attuale e appetibile, è arrivata quest’opera di cinquecento pagine poco appetibili dal momento che l’autore lascia che a parlare sia soprattutto la storia, realizzando così un testo decisamente più adatto a uno storico o a un geografo che al viaggiatore che cerca nelle parole di Kagge di scoprire questa parte di mondo ai più sconosciuta.La narrazione della sua esplorazione spunta solo nelle ultime cinquanta pagine. Non si può certo dire che sia scritto male (impossibile nel caso di Kagge) ma mi sarei aspettato il consueto stile capace di unire i luoghi alla meditazione su di essi.L'articolo ‘Parlami d’amore’ di Antonella Viola, non certo un libro melenso. Bocciato Erlink Kagge proviene da Il Fatto Quotidiano.