Usa, il Pentagono conferma il ritiro di 5mila soldati dalla Germania

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Su ordine del segretario alla Difesa, Pete Hegseth, gli Usa ritireranno circa 5mila militari dalla Germania nei prossimi 6-12 mesi. Un annuncio che giunge dopo che il presidente Donald Trump aveva recentemente dichiarato di voler valutare una riduzione della presenza militare nel Paese, sullo sfondo di crescenti tensioni con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Il tycoon aveva attacco anche Spagna e Italia dicendo di “non essere contento” del loro comportamento nell’ambito della guerra che Washington insieme a Israele sta portando avanti contro l’Iran. La decisione – ha affermato il portavoce del Pentagono Sean Parnell – fa seguito “un’attenta revisione della presenza delle truppe statunitensi in Europa” e tiene conto “delle esigenze delle aree operative”. Gli Stati Uniti mantengono da decenni numerose basi militari in Europa, fondamentali per le operazioni globali, soprattutto in Medioriente. In Germania si trovano strutture chiave come il comando europeo delle forze armate Usa (Eucom) a Stoccarda, la base aerea di Ramstein, snodo centrale per il trasporto e la logistica militare e un importante centro medico a Landstuhl, dove sono stati curati fra gli altri i feriti delle guerre in Afghanistan e Iraq. Il numero dei soldati che lascerebbe la Germania rappresenterebbe il 14% degli effettivi attualmente stanziati nel Paese. A seconda delle operazioni, degli esercizi e delle rotazioni delle truppe, circa 80-100mila militari statunitensi sono solitamente presenti in Europa.La reazione di BerlinoIl ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha definito “attesa” la notizia aggiungendo che gli alleati europei devono adeguare le loro posture di difesa “e lo stanno facendo”. “Noi europei dobbiamo assumere maggiori responsabilità per la nostra sicurezza”, ha aggiunto ancora Pistorius sottolineando allo stesso tempo come “la presenza di soldati americani in Europa, e specialmente in Germania” sia “nel nostro interesse e nell’interesse degli Stati Uniti”. Decisamente più dure le parole di Jürgen Hardt, responsabile Esteri della Cdu. Secondo l’esponente del partito del cancelliere Friedrich Merz la decisione presa dagli Stati Uniti, è “deplorevole”. Trump aveva fatto una minaccia simile nel suo primo mandato, affermando che avrebbe ritirato circa 9.500 dei circa 34.500 soldati statunitensi allora presenti in Germania, ma non aveva avviato il processo. La portavoce della Nato, Allison Hart, ha affermato che l’Alleanza sta “lavorando con gli Stati Uniti per comprendere i dettagli della loro decisione sulla postura delle forze in Germania” e che la decisione americana “sottolinea la necessità che l’Europa continui a investire di più nella difesa e si assuma una quota maggiore della responsabilità per la nostra sicurezza condivisa”. Sul tema del disimpegno Usa dall’Europa sono intervenuti sia il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, che ha ribadito come Madrid sia “un alleato assolutamente affidabile” sia il primo ministro polacco Donald Tusk, atteso la prossima settimana in visita a Roma. Il leader di Varsavia, pure senza fare riferimento esplicito alla notizia, ha detto che la “minaccia maggiore” per la Nato non viene dai suoi “nemici esterni” bensì dalla sua “progressiva disgregazione”.Questo articolo Usa, il Pentagono conferma il ritiro di 5mila soldati dalla Germania proviene da LaPresse