Apple ha chiuso il secondo trimestre fiscale 2026 con numeri sopra le aspettative, e le sue azioni sono schizzate di quasi 4% in after hours. La notizia in sé non sorprende più di tanto, ma i dettagli dietro questi risultati raccontano una storia più interessante: un iPhone 17 con domanda altissima frenato dalla mancanza di chip, un MacBook Neo che sta riscrivendo le regole del mercato laptop, e un avvertimento preciso sui costi della RAM che si faranno sentire nei prossimi mesi.Partiamo dall'iPhone 17: le vendite hanno sfiorato i 57 miliardi di dollari, leggermente sotto le stime degli analisti. Il motivo, però, non è la domanda: Tim Cook ha detto esplicitamente a Reuters che la richiesta era "fuori scala", ma che la catena di fornitura dei chip avanzati non riesce a tenere il passo. I processori dell'iPhone 17 sono prodotti da TSMC con la stessa tecnologia usata per molti chip AI di punta: la competizione per queste produzioni è feroce, e Apple ne paga le conseguenze in termini di flessibilità di approvvigionamento.Sul fronte MacBook Neo, invece, le cose vanno decisamente meglio. Il laptop dal prezzo "popolare" (specie per studenti) ha contribuito a portare le vendite Mac a 8,4 miliardi di dollari, contro stime di 8 miliardi. Gli analisti credono che Apple stia puntando a conquistare un mercato da 20 miliardi di dollari oggi dominato dai Chromebook di Google: un obiettivo ambizioso, ma i numeri iniziali sembrano darle ragione. I servizi (App Store, abbonamenti e tutto il resto) hanno generato quasi 31 miliardi di dollari, anche questi sopra le stime. La Cina ha sorpreso positivamente con 20,5 miliardi, contro i 19,45 previsti: un segnale che la pressione competitiva dei brand locali non ha ancora intaccato la posizione di Apple nel segmento premium.Il campanello d'allarme arriva però guardando avanti, come potete ben immaginare. Apple ha avvertito che i costi della RAM aumenteranno significativamente a partire dal trimestre in corso (giugno 2026), e che l'impatto crescerà ulteriormente nei mesi successivi. Nel trimestre appena chiuso, le scorte di chip di memoria accumulate in precedenza hanno permesso di mantenere margini lordi al 49,27%, sopra le stime. Ma Cook è stato esplicito: questo vantaggio non durerà. Apple prevede margini tra il 47,5% e il 48,5% per il prossimo trimestre, un calo visibile anche se ancora sopra le aspettative di Wall Street. Non è un dettaglio da ignorare, considerando che Apple sta acquistando grandi quantità di RAM e che i prezzi delle memorie stanno salendo su tutto il mercato.C'è poi un'altra novità strategica: Apple ha abbandonato l'obiettivo di azzerare la propria liquidità netta, un piano che portava avanti dal 2018. Con ancora 54 miliardi di dollari di cassa netta in bilancio, il nuovo CFO Kevan Parekh sembra voler tenere più flessibilità finanziaria, anche in vista della transizione al vertice con il nuovo CEO John Ternus. A questo si aggiunge un nuovo piano di riacquisto di azioni da 100 miliardi di dollari, segnale che la liquidità non manca.In tutto questo, Apple ha anche confermato che il suo WWDC di giugno sarà focalizzato sull'intelligenza artificiale: non spende decine di miliardi a trimestre come i suoi rivali, ma ha aumentato i costi di ricerca e sviluppo del 33,5% rispetto all'anno scorso, arrivando a 11,4 miliardi. La direzione è chiara, anche se i risultati concreti di questa corsa all'AI restano ancora da vedere.Il quadro complessivo è quello di un'Apple solida ma non immune alle pressioni esterne: la carenza di chip avanzati e il rincaro delle memorie sono problemi reali che, a differenza di tanti altri ostacoli, non si risolvono con un aggiornamento software.L'articolo iPhone 17 e MacBook Neo vanno alla grande, ma Apple ha paura dei costi delle RAM sembra essere il primo su Smartworld.