Essere abbagliati dal sole non basta per evitare una condanna in caso di incidente stradale. Chi guida deve comunque mantenere il controllo del veicolo e adottare tutte le cautele necessarie. È questo, in sintesi, il principio ribadito dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che con la sentenza del 28 aprile ha attribuito la piena responsabilità a un automobilista che aveva investito una ciclista.Cosa è sucesso il giorno dell’incidenteLa sentenza di merito riguarda un uomo che, mentre era alla guida di una Toyota Yaris, ha urtato una donna che pedalava in bicicletta sul margine sinistro della carreggiata. Nella caduta la ciclista aveva riportato alcune lesioni. L’automobilista si era però giustificato sostenendo di essere stato accecato dalla luce del sole che non gli aveva permesso di vedere la donna in bici: «Preciso – si legge infatti nella sentenza, che riporta le parole dell’uomo – che in quel momento il sole era radente al suolo quindi mi limitava totalmente la vista». Il principio: la visibilità ridotta non ti assolveIl punto centrale della decisione della giudice Renata Russo è proprio questo: le condizioni di visibilità non eliminano la responsabilità, semmai impongono una maggiore prudenza. Nella sentenza infatti spiega che la giustificazione del sole non può consentire «di escludere la responsabilità, poiché l’abbagliamento costituisce un rischio prevedibile della circolazione». La giudice spiega che il conducente è tenuto a fronteggiare rischi come quello del sole negli occhi «adottando ogni cautela necessaria, come l’utilizzo di dispositivi di protezione dalla luce solare».L'articolo Guida controsole e non si accorge di una ciclista: automobilista condannato. Essere abbagliati non è una giustificazione proviene da Open.